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Umberto Bossi

Umberto Bossi

Fondi Lega, per la truffa ai danni dello Stato scatta la prescrizione: Bossi e Belsito "salvi"

La sentenza della Cassazione: i calcoli della vigilia erano sbagliati di due giorni

Erano sbagliati i calcoli, dunque la truffa aggravata ai danni dello Stato di cui erano accusati l'ex segretario della Lega Nord Umberto Bossi e l'ex tesoriere del partito Francesco Belsito è prescritta. Lo ha stabilito, lunedì sera, la Corte di Cassazione che però ha confermato la confisca di 49 milioni di euro a danno del partito, che dunque diventa definitiva. Non è prescritta invece, per Belsito, la condanna per appropriazione indebita: la Cassazione ha rimandato in Appello la rideterminazione della pena.

La "sorpresa" è arrivata dopo che la stessa Cassazione aveva bocciato la richiesta di ricusazione dei giudici avanzata dal legale di Belsito. Tutto aveva tratto origine dall'emergere di una serie di spese a carico della Lega Nord e a beneficio della famiglia Bossi, registrate nella ormai famosa cartella "The Family": tra queste spese, la ristrutturazione della casa di famiglia e la laurea in Albania per il figlio di Bossi, Renzo, poi consigliere regionale in Lombardia. Il denaro proveniva dai rimborsi elettorali e, secondo quanto accertato, era stato in parte speso violando la legge e, come ha ribadito il procuratore generale Marco Dall'Olio in udienza in Cassazione, falsificando i rendiconti, scrivendo per esempio «rimborso autisti» per spese destinate alla famiglia Bossi.

La Cassazione si esprimerà ancora a riguardo della sentenza della Corte d'Appello di Milano, per il ricorso presentato dalla procura generale meneghina con cui si chiede di estendere anche a Umberto e Renzo Bossi la querela che l'attuale segretario della Lega, Matteo Salvini, ha presentato contro Belsito. Una mancata querela che ha "salvato" i due Bossi dall'accusa di appropriazione indebita, almeno per il momento.

Tutto era cominciato a gennaio 2012 con l'esposto presentato da un militante del partito, per fare luce su alcune indiscrezioni giornalistiche che parlavano di acqusti di diamanti in Tanzania. 

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