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Una seduta di consiglio regionale (foto La Padania)

Una seduta di consiglio regionale (foto La Padania)

Consiglio regionale, mai più "furbetti" della firma: ecco l'impronta

Il rilevamento biometrico del dito servirà a evitare l'elasticità degli orari: così chi arriva con più di venti minuti di ritardo si vedrà decurtata l'indennità

Una piccola rivoluzione tecnologica che permetterà al consiglio regionale lombardo di "pizzicare" più facilmente i consiglieri che arrivano troppo tardi per potersi segnare come presenti e percepire così il gettone di presenza. Il sistema sostituirà la carta e penna, oggi infatti le firme di presenza vengono raccolte su fogli di carta.

La tecnologia è a rilevamento biometrico. Il consigliere dovrà farsi rilevare una porzione di dito, piuttosto piccola, e questa sarà la sua firma. Non è una vera e propria impronta digitale, fanno sapere dalla sede della regione, perché la porzione del dito è inferiore.

La regola è chiara: i consiglieri devono arrivare in aula entro venti minuti dall'inizio della seduta. Se il ritardo è superiore, al consigliere viene decurtato un quindicesimo dell'indennità. Ma finché le presenze vengono raccolte su carta, è immaginabile - per così dire - una "elasticità" negli orari. Elasticità che ora non sarà più possibile.

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