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Commissione d'inchiesta covid, finalmente c'è il presidente: è Girelli del Pd

La commissione è stata istituita il 28 aprile, ma sulla scelta del presidente c'è stato uno stallo di mesi

Sarà il consigliere del Partito Democratico Gian Antonio Girelli a presiedere la commissione d'inchiesta sul covid in Lombardia, formalmente istituita il 28 aprile. Bresciano di 58 anni, ha ottenuto 43 voti su 68, mentre 8 voti sono andati alla sua collega di partito Carmela Rozza. Il ruolo di presidente della commissione d'inchiesta spetta alle opposizioni per Statuto. Il vice presidente è il forzista Mauro Piazza con 52 voti, il segretario è Marco Mariani della Lega con 37 voti (ma il medico Michele Usuelli, consigliere di +Europa-Radicali, ha ottenuto 25 voti).

Dopo le polemiche dei mesi scorsi, la commissione può ora partire con il suo lavoro, che durerà al massimo un anno e che dovrà analizzare e valutare le politiche di Regione Lombardia sull'emergenza sanitaria da coronavirus. La commissione era stata chiesta formalmente dalle opposizioni, ma poi ci si era trovati di fronte allo stallo sul nome del presidente: Pd e Movimento 5 Stelle, da soli, avevano scelto Jacopo Scandella (Pd), ma era stata eletta, con i soli voti della maggioranza, Patrizia Baffi (Italia viva), che si era poi dimessa perché Pd e 5 Stelle avevano ritirato i loro membri dalla commissione stessa.

Girelli è attualmente presidente della commissione speciale sulla situazione carceraria in Lombardia. «L’insediamento di questa commissione ha avuto un percorso indubbiamente travagliato - ha dichiarato - e l’importante ora sarà recuperare il tempo perduto: l’obiettivo primario dovrà essere quello di fare un lavoro attento e scrupoloso per dare informazioni corrette ai cittadini sull’emergenza sanitaria e su quanto avvenuto, e al tempo stesso produrre suggerimenti utili a chi in consiglio regionale dovrà adottare nuovi provvedimenti per gestire questa stessa emergenza».

Soddisfatto per il «lavoro di mediazione in queste ultime settimane» il presidente del consiglio regionale Alessandro Fermi (Forza Italia), secondo cui «l’obiettivo deve essere quello di approfondire e analizzare la gestione dell’emergenza sanitaria di questi mesi in modo utile e costruttivo, senza cadere in sterili polemiche e strumentalizzazioni».

Commissione d'inchiesta covid: chi ne fa parte

La commissione è composta da tre consiglieri per i gruppi consiliari più consistenti (Lega, Forza Italia, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle) e da un consigliere per gli altri gruppi; faranno parte della commissione Roberto Anelli, Marco Mariani e Alessandra Cappellari (Lega), Gianluca Comazzi, Mauro Piazza e Ruggero Invernizzi (Forza Italia), Marco Fumagalli, Monica Forte e Gregorio Mammì (5 Stelle), Gianantonio Girelli, Carmela Rozza e Jacopo Scandella (Pd), Franco Lucente (FdI), Luca del Gobbo (NcI), Manfredi Palmeri (Energie per la Lombardia), Giacomo Cosentino Basaglia (Lombardia Ideale), Viviana Beccalossi (Gruppo Misto), Elisabetta Strada (Lombardi Civici Europeisti), Patrizia Baffi (Italia Viva) e Michele Usuelli (Più Europa-Radicali). 

Le reazioni

«Auguri di buon lavoro a Girelli, Piazza e Mariani», si esprime Roberto Anelli, capogruppo della Lega: «Fin dall’inizio ci eravamo espressi favorevolmente all’insediamento della commissione d’inchiesta e oggi possiamo affermare che sia stato rimosso ogni ostacolo su un percorso che ha dovuto subire qualche rallentamento a causa delle mozioni di sfiducia e dell’ostruzionismo delle minoranze. Dispiace che qualche consigliere del Movimento 5 Stelle polemizzi sull’elezione del segretario della commissione. Credo invece che la scelta sia ricaduta sulla persona più idonea a ricoprire tale ruolo. Va detto infatti che le opposizioni non avevano una linea comune su questa figura e in secondo luogo il dottor Marco Mariani è un medico di base di grande esperienza e potrà svolgere un ruolo non solo politico ma anche tecnico, avendo vissuto professionalmente tutte le vicende legate alla pandemia».

Mariani, la gaffe del medico sulla legionella

«Adesso il lavoro deve partire subito, anche per recuperare il tempo perduto: occorre su questo ricostruire quanto è accaduto in Lombardia nell’ambito del quadro nazionale. Dobbiamo iniziare da un foglio bianco senza pregiudizi, senza sconti, senza escludere le responsabilità esterne alla Regione, senza trascurare alcun elemento nell’analisi», commenta Manfredi Palmeri (Energie per la Lombardia).

«Oggi, a distanza di quasi quattro mesi dalle mie dimissioni dalla presidenza, si è finalmente insediata la commissione di inchiesta istituita il 28 aprile scorso», commenta Patrizia Baffi di Italia Viva. «A Gian Antonio Girelli farò avere il mio supporto e contributo affinchè la commissione possa lavorare al massimo delle sue potenzialità, perchè il lavoro che ci aspetta deve vedere il più ampio contributo di tutti, e a cui rivolgo il mio augurio di buon lavoro. La commissione sull'emergenza covid resta a mio parere lo strumento fondamentale per fare chiarezza rispetto a quanto accaduto, per individuare le debolezze legate al sistema e mettere in campo gli adeguati correttivi, affinchè gli errori commessi non vengano più compiuti in futuro. Non possiamo perdere altro tempo».

«Come candidato segretario ho ottenuto 25 voti su 30 delle minoranze. Nonostante la prassi dica che la segreteria va all'opposizione, è stato eletto Mariani, con due voti in meno rispetto a quelli della maggioranza che, violando la prassi, ha blindato l'ufficio di presidenza affidando ai suoi due cariche su tre», commenta Michele Usuelli di +Europa-Radicali: «Il consigliere Mariani, più volte arrivato in aula impreparato, ha spesso dichiarato che l’istituzione di una commissione di inchiesta era inutile e che fosse stato un errore da parte della maggioranza concederla, dimostrando di non conoscere nemmeno il regolamento consiliare. Memorabili in aula le sue dichiarazioni sulle polmoniti atipiche in Lombardia già da novembre 2019, senza averlo per tempo segnalato all’assessore. Ora invece è segretario della commissione di inchiesta. Chissà se indagherà anche su se stesso». Usuelli conclude promettendo che coinvolgerà, da commissario, i medici e professionisti della salute che (in oltre 500) avevano chiesto che lui presiedesse la commissione.

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