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Presidente della Repubblica, il Pd di Milano contro Franco Marini

Cornelli (segretario provinciale): "Nome che ha spaccato il partito". E dagli assessori ai consiglieri di zona, molti criticano Bersani

La lacerazione del Partito democratico sull'elezione del presidente della Repubblica è sotto gli occhi di tutti ed è alquanto esplicita, con tanto di sit-in davanti Montecitorio nel pomeriggio del 18 aprile. Anche a Milano e in Lombardia si fa sentire la voce di chi protesta contro la scelta di Franco Marini, condivisa tra Bersani e il Popolo della libertà, mentre Pisapia ha dichiarato che se fosse "grande elettore" voterebbe per Stefano Rodotà.

Nel pomeriggio del 18 aprile, dopo che Marini ha mancato di molto l'elezione nella prima votazione della mattinata, interviene direttamente Roberto Cornelli, numero uno del Pd provinciale, per affermare che "quel nome, pur di alto profilo, ha spaccato il partito e non rappresenta la necessità di cambiamento che gli italiani attendono". Cornelli invita dunque i suoi dirigenti nazionali a "lavorare per un nome di alto profilo che raccolga una grande adesione" nel Pd, ma anche "da molti italiani onesti". E conclude con un no a un accordo col Pdl.

Contesta la scelta di Marini anche il milanese d'adozione Ivan Scalfarotto, vicepresidente del partito, renziano e neo-deputato: "Renzi lo aveva capito", afferma intervistato da Radio2. Anche un'altra renziana, la neo-deputata Lia Quartapelle, ha espresso (su Facebook) lo stesso concetto. "Penso che si debba votare un presidente della Repubblica che rappresenti l'unità della nazione", ha scritto: "Per questo, questa sera ho votato contro la proposta di Franco Marini come nostro candidato", riferendosi all'assemblea dei parlamentari del Pd del 17 aprile.

E sono moltissimi gli esponenti del Pd che si attestano sulla linea anti-Marini e contestano la scelta. L'assessore Pierfrancesco Maran, sempre riferendosi alla sera del 17 aprile, scrive: "90 grandi elettori Pd han votato contro la proposta di Marini. Qualcuno che ci rappresenta a Roma c'è". Il consigliere comunale Carlo Monguzzi commenta: "Marini va bene al Pdl, Rodotà alla nostra gente. Pigi e parlamentari, pensateci bene!". Riccardo Rocco, consigliere di zona 7, dopo avere postato "Marini non in mio nome", si chiede (ovviamente in modo ironico): "Ho una domanda per i responsabili del Pd nazionale: le tessere sono di plastica? Quindi a Milano sacco giallo?". E gli esempi potrebbero veramente continuare a lungo.

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