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Il presidio (foto MiaNews)

Il presidio (foto MiaNews)

La Lega protesta davanti alla moschea di viale Jenner: «Non rispettano le regole»

Sotto accusa il presunto mancato rispetto del distanziamento e i presunti lavori di ampliamento del luogo di preghiera

Esponenti della Lega si sono presentati in viale Jenner, all'una di venerdì, davanti alla sede del centro islamico, per denunciare che non verrebbero rispettate le norme anti distanziamento e verrebbero fatti lavori di ampliamento del luogo in cui si prega senza le autorizzazioni. 

Al presidio ha partecipato tra gli altri Silvia Sardone, deputata europea, secondo cui «il sindaco Beppe Sala, in campagna elettorale, aveva detto che avrebbe chiuso le moschee abusive, ma non lo ha fatto. Vorremmo sapere se Sala ha lo stesso obiettivo del sindaco verde di Strasburgo che, con due milioni di euro finanziati da Erdogan, vorrebbe realizzare la moschea più grande d'Europa». Sardone ha proseguito dicendo di volere «da dove arrivano i soldi, che le prediche siano fatte in italiano e un albo degli imam». 

Stefano Bolognini, assessore regionale nonché commissario cittadino della Lega, ha affermato che «abbbiamo la certezza che all'interno non venga rispettata nessuna norma di distanziamento. Questo luogo, per la questura, non è un luogo di culto. Se queste persone vogliono predicare e pregare, devono rispettare le regole. Purtroppo, in passato, all'interno di queste zone buie gli imam predicavano terrorismo».

E Massimiliano Bastoni, consigliere comunale e regionale, ha denunciato di esssere stato «malmenato dai militanti islamici della moschea abusiva» perché avrebbe scoperto «i lavori di ampliamento del luogo di preghiera».

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