Tanti 'potenti', ma pochi politici: 10 minuti di applausi per Andrea Chenier, Prima Scala

Contestazioni e sfilata dei centri sociali, ma non ci sono incidenti

La Boschi

10 minuti di applausi per l'Andrea Chenier di Umberto Giordano con la direzione del maestro Riccardo Chailly e la regia di Mario Martone, che ha inaugurato stasera la stagione del Teatro alla Scala, giovedì sera. "Ogni 7 dicembre tutto il mondo guarda Milano, tutti i riflettori sono accesi su Milano", ha detto il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. Non si sono verificati incidenti: tutto era blindato, e i centri sociali hanno proposto una sfilata 'alternativa'.

"Mi è piaciuto molto, ho avuto il piacere di andare a salutare il maestro e la soprano: il pubblico finora ha apprezzato il ritorno dopo tanti anni di questa rappresentazione accolta con grande entusiasmo". Lo ha detto il sottosegretario Maria Elena Boschi, al teatro alla Scala di Milano per assistere alla prima. Boschi, che ha scelto di indossare un abito Armani per l'occasione, al Piermarini si è intrattenuta, tra gli altri, con la stella della danza Carla Fracci.

"Mi piace molto l'opera e quando ero studentessa ero abbonata alla stagione operistica a Firenze - ha raccontato - adesso ho un po' meno tempo, ma quando posso è bello prendersi una pausa e immergersi nella bellezza". Per il sottosegretario è la prima volta al teatro alla Scala. "Sono molto contenta - ha concluso - ho girato per i principali teatri di tutto il mondo ma la Scala mi mancava".

Assenti le più alte istituzioni dello Stato, tutto il pubblico si è alzato in piedi ad ascoltare sia in platea che nei palchi. In quello reale, tra gli altri, ministri Dario Franceschini, Claudio De Vincenti, Pier Carlo Padoan.

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"Questa sera non ci sono tanti rappresentati ufficiali di questo Paese ma alla fine noi facciamo l'opera per gli amanti della musica": così il sovrintendente della Scala Alexander Pereira ha risposto a una domanda sulle assenze dal palco reale delle prime cariche dello Stato. Pereira ha sottolineato che scegliere un'opera verista come Andrea Chenier non è stato un rischio, ma un "dovere". "E' un'opera importantissima, nata alla Scala ed è un dovere della Scala riproporla, è un'opera molto milanese". Per Pereira non è stato un azzardo nemmeno scegliere per la parte principale un tenore al debutto nel teatro milanese. Yusif Eyvazov "è un tenore eccellente. Io non ho fatto nessuna scommessa" (fonte: ansa).

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