Corruzione: Tatarella, Altitonante, Sozzani e Caianiello verso il processo insieme a 70 persone

Chiesto il rinvio a giudizio per una settantina degli indagati della maxi inchiesta "Mensa dei poveri"

Pietro Tatarella (repertorio)

Sono una settantina le persone coinvolte a vario titolo nell'inchiesta "Mensa dei poveri", esplosa all'inizio di maggio del 2019, su presunte tangenti e finanziamenti illeciti alla politica, per le quali i pubblici ministeri milanesi Silvia Bonardi, Luigi Furno e Adriano Scudieri hanno chiesto il rinvio a giudizio. Spiccano, come è noto, quattro esponenti di Forza Italia: Diego Sozzani (deputato novarese per il quale la Camera respinse la richiesta di arresto), Pietro Tatarella (già consigliere comunale a Milano, dimessosi proprio in seguito all'arresto), Fabio Altitonante (consigliere regionale della Lombardia) e Antonino Caianiello (ex responsabile del partito a Varese). La chiusura delle indagini aveva riguardato 71 persone, mentre dal rinvio a giudizio sono state stralciate solo alcune figure minori dell'inchiesta. 

In un altro filone dell'inchiesta è indagata Lara Comi, ex eurodeputata di Forza Italia, arrestata il 14 novembre e nel frattempo tornata in libertà. La richiesta di rinvio a giudizio non riguarda il filone della Comi, così come non riguarda altre undici persone che avevano chiesto il patteggiamento vedendoselo però respingere dal giudice per le indagini preliminari. Un ulteriore filone d'inchiesta coinvolge Attilio Fontana, governatore leghista della Lombardia, indagato per abuso di ufficio, per il quale la decisione di un eventuale rinvio a giudizio è rimandata al 2020.

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Il filone principale, quello che coinvolge anche gli esponenti di Forza Italia più noti, riguarda molte imputazioni tra cui presunte turbative su appalti di Amsa. All'inizio di novembre, Tatarella e Caianiello (il primo già ai domiciliari dopo un periodo in carcere) erano tornati liberi per termini di custodia cautelare scaduti.

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