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Profughi eritrei, Palmeri: "No a Eritrea a Expo 2015"

Secondo il consigliere comunale di opposizione, è una contraddizione che da una parte l'Eritrea partecipi all'Expo e dall'altra ci siano persone che scappano da quel Paese

Esplode il problema dei profughi dall'Eritrea, ma il Paese del Corno d'Africa all'ultimo posto al mono per libertà di stampa parteciperà a Expo 2015. "Una contraddizione", secondo Manfredi Palmeri, già candidato a sindaco di Milano nel 2011 e ora consigliere comunale liberale d'opposizione. "Non è possibile pensare - chiosa Palmeri - che a Milano al mattino si accolgano i profughi dell'Eritrea e al pomeriggio ci si sieda a un tavolo con i rappresentanti di quel governo a fare accordi su Expo".

Secondo Palmeri, dunque, se "si prende atto che chi scappa è un profugo, l'Eritrea non dovrebbe poter partecipare all'Expo 2015".

La situazione eritrea è molto delicata: il governo è stato accusato di avere venduto armi a un gruppo somalo, Al-Shabaab, ufficialmente affiliato ad Al-Quaida. E, anche se la costituzione è formalmente multi-partitica, in realtà non è ammessa la costituzione di altri partiti al di fuori del Fronte popolare per la democrazia e la giustizia.

Per di più, la leva militare è obbligatoria per tutti gli adulti, uomini e donne: che devono essere "a disposizione" fino a oltre 40 anni. L'obbligo e rafforzato dal fatto che il governo non concede visti d'uscita alle persone in età del servizio, trasformando automaticamente in fuggitivi tutti gli adulti che riescono a lasciare il Paese.

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