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Profughi, Majorino contro il governo: "Arrivi disordinati, a Milano ce ne sono già troppi"

L'assessore al welfare si scaglia contro il Viminale

Profughi in Porta Venezia (foto Sardone)

"Roma deve distribuire più equamente i profughi sul territorio nazionale": con queste parole l'assessore al welfare di Milano, Pierfrancesco Majorino, esponente della sinistra Pd, fa sentire - ai microfoni di Radio 24 - la sua protesta contro un'accoglienza che non esita a definire disordinata. Milano ha 3.250 tra richiedenti asilo e migranti, un peso che difficilmente potrà essere sostenuto ancora a lungo.

Anche perché i migranti continuano ad arrivare. "Siamo dal danno alla beffa", spiega Majorino, "perché ci sono città che fanno molto e che attraggono, rispetto a quelle che non fanno niente". Come a dire: le città che si organizzano meglio sono quelle che poi finiscono con il sopportare il peso maggiore dell'arrivo di migranti. Ma non è soltanto questo.

"A Milano abbiamo transitanti, richiedenti asilo inviati dal Viminale, richiedenti asilo che lo richiedono dopo essere arrivati al nord, persone identificate mandate dal Viminale in altre città e che poi arrivano a Milano. Un disordine gigantesco", spiega Majorino nel dettaglio. Difficile immaginare soluzioni a brevissimo termine. Se il comune cerca in tutti i modi di aumentare il numero di posti letto nelle strutture già esistenti, in prefettura sono disperati: non riescono a trovare posti adeguati, e - quando li trovano - incontrano le barricate degli amministratori locali.

Così per esempio era andato a monte il tentativo di ospitare qualche centinaio di migranti al Falcon Residence di Pero, struttura per la verità assolutamente inadeguata allo scopo; e, più di recente, il prefetto Alessandro Marangoni ha incontrato l'opposizione del sindaco (del Pd) di Magenta su un centinaio di nuovi migranti in una cascina fuori città: l'accordo finale è stato su una trentina di persone, possibilmente donne con minori. E il sindaco di Buccinasco ha recentemente protestato di ospitare già sei migranti (minori non accompagnati) e di non poterne ospitare altri.

Non va meglio per l'idea dell'ex campo base di Expo 2015. La regione Lombardia ha messo il veto e quindi sicuramente se ne parla non prima di fine settembre. "L'area Expo non c'entra niente col campo base, dove potrebbero essere accolti profughi e anche italiani. E' un'area non inserita in un quartiere, quindi non dovrebbe creare disagio alle popolazioni", si esprime Majorino sempre su Radio 24. E non va meglio per le caserme, ormai dismesse, che però continuano a non essere accettate, come soluzioni, dall'opposizione comunale di centrodestra: che invece paventa che la "mossa" di dismetterle (o di trasferire ad esempio le "Voloire" a Vercelli) era prodroma proprio alla creazione di campi di accoglienza. 

"Potrebbero essere un grande giacimento di percorsi positivi di accoglienza, sia per i profughi sia per gli italiani indigenti", replica Majorino.

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