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L'agitazione

Tagli del 65% alle scuole civiche di Milano: i lavoratori protestano

Approvata all'unanimità la prima fase delle proteste: seguirà una mobilitazione. I sindacati sul piede di guerra

No ai tagli previsti per le scuole civiche del Comune di Milano. L'assemblea dei lavoratori ha approvato all'unanimità lo stato d'agitazione (non è ancora stato deciso in quali modalità) ed espresso sdegno per la paventata possibilità di far partire solo la metà dei concorsi curriculari attuali. Lo rende noto la Cgil di Milano in una nota.

"È inaccettabile e vergognoso - commenta Lucilla Pirovano, segretaria Fp-Cgil Milano - che l'amministrazione comunale di centrosinistra voglia davvero rinunciare alle nostre scuole civiche, patrimonio di Milano e dei milanesi. Mentre le grandi capitali europee continuano a investire nelle loro scuole, la giunta Sala agisce una de-contribuzione, con un taglio incredibile del 65% nei prossimi due anni, che sarebbe un colpo fatale per il mondo della cultura in questa città".

Secondo i sindacati, sia il Comune sia Fondazione Milano (che gestisce le scuole civiche) non dialogherebbero abbastanza su vari punti critici della gestione: dall'aumento delle rette ("col rischio - si sottolinea - di trovarsi fuori mercato") ai due edifici alla Goccia della Bovisa (finanziati dal "Decreto Aiuti 2022") fino alle possibili modifiche dello Statuto. 

Le organizzazioni sindacali CGIL CISL e UIL denunciano l’assoluta mancanza di dialogo e di risposte concrete - sia da parte del Comune sia da parte di Fondazione Milano - anche a proposito di temi altrettanto importanti e urgenti, già sollevati in diverse occasioni: l’aumento delle rette (col rischio per le scuole di trovarsi fuori mercato); le numerose criticità del progetto Goccia (mancanza di spazi adeguati e funzionali) e le paventate modifiche allo statuto.

Le richieste dei lavoratori

I lavoratori chiedono di mantenere invariato l'importo stanziato dal Comune di Milano, pari a 9 milioni e 680mila euro; a prevedere (nella programmazione triennale) l'adeguamento necessario per mantenere la qualità e quantità dell'offerta didattica; e a riconoscere il valore delle scuole per la comunità cittadina, oltre che come presidio culturale, impegnandosi a garantirne la continuità oltre il 2030. L'11 aprile una delegazione sindacale incontrerà la governance di Fondazione Milano: a quel punto scatterà la mobilitazione dei lavoratori con iniziative di agitazione che non sono ancora state definite.

"Siamo basiti e arrabbiati - commenta Lucilla Pirovano -. Ci sentiamo presi in giro dall’assessore alla cultura Tommaso Sacchi che, il 19 febbraio, in occasione del nostro presidio all’Elfo Puccini, e nella successiva seduta di commissione ci aveva rassicurati sulla volontà politica di tutelare il futuro delle scuole e mantenere per intero l’offerta formativa. Invece, già un mese prima, l’11 gennaio, insieme al resto della giunta aveva approvato un documento finanziario con un taglio che supera abbondantemente la metà del totale. Scoprire quasi per caso la gravità della situazione non ci demoralizza, ma ci convince ancora di più della giustezza di questa lotta".

Le scuole civiche

Le scuole civiche sono quattro, nella cornice di Fondazione Milano: la scuola di cinema Luchino Visconti (ex Manifattura Tabacchi, viale Fulvio Testi 121), la scuola interpreti e traduttori Altiero Spinelli (via Francesco Carchidio 2), la scuola di musica Claudio Abbado (Villa Simonetta, via Stilicone 36, e via Decorati al Valor Civile 10) e la scuola di teatro Claudio Grassi (via Salasco 4), a cui si aggiunge la sede degli uffici centrali in Alzaia Naviglio Grande 20. 

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