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Scrisse post su Fb contro romeni e napoletani, accuse archiviate per il consigliere

L'esponente di centrodestra: "Comunque userei altri termini per esprimere il mio pensiero"

A fine febbraio 2020 scrisse un post su Facebook contro i meridionali, i francesi e i romeni per "rispondere" alla "quarantena", ufficiale o ufficiosa, a cui i lombardi erano stati in qualche modo costretti a causa dell'esplosione dell'epidemia Covid. La Romania, per esempio, si era affrettata a prendere provvedimenti di quarantena per i viaggiatori provenienti dalla Lombardia.  Ora Niccolò Fraschini, consigliere comunale a Pavia per il centrodestra, si è visto archiviare le accuse formalizzate dal consiglio regionale lombardo, ente presso cui era addetto stampa della consigliera di Italia Viva Patrizia Baffi.

«Hanno vinto il buon senso del magistrato e la libertà di espressione, contro ogni forma di censura messa in atto dal pensiero politicamente corretto, che ha ormai pervaso tutti i livelli di governo e pressoché tutte le forze politiche», il commento di Fraschini che si è recato in consiglio regionale per consegnare direttamente al presidente dell'aula, Alssandro Fermi, il provvedimento di archiviazione del gip di Pavia. Un atto simbolico visto che era stato Fermi a firmare la denuncia.

«Dopo quasi un anno, le accuse mosse nei miei confronti dal consiglio regionale, già manifestamente infondate fin dall’inizio, sono state smontate dalla magistratura, che ha riconosciuto che nelle mie parole non vi fosse nulla che potesse costituire un reato. Inoltre, è surreale che, nel pieno di una pandemia, il presidente del consiglio regionale della regione più colpita d’Europa avesse ritenuto prioritario dedicare tempo ed energie ad un post su Facebook di uno sconosciuto dipendente dell’ente», continua Fraschini.

Il post: «A Bucarest fogne popolate da bambini»

Nel post, il consigliere pavese di centrodestra si era scaglliato contro romeni, francesi e napoletani, scrivendo che «noi lombardi siamo schifati» da chi «vive in mezzo all'immondizia (napoletani et similia), gente che non ha il bidet (francesi) e gente la cui capitale (Bucarest) ha le fogne popolate da bambini abbandonati». Parole che avevano scatenato la reazione di tutti i suoi colleghi di maggioranza di centrodestra a Pavia (che ne avevano preso le distanze) così come di numerosi altri politici, tra cui la consigliera milanese italo-romena Angelica Vasile («quello dei bambini di Bucarest è un dramma, ma non si può speculare per aumentare l'odio verso un popolo in un momento difficile come questo nel quale dobbiamo esser tutti uniti al di là delle nostre origini»). 

All'epoca, Fraschini aveva poi rimosso il post. Ora ammette che utilizzerebbe «ben altri termini per esprimere il mio pensiero». E aggiunge che non vi era, da parte sua, volontà: «di offendere i cittadini napoletani, francesi e rumeni, ma solo di stigmatizzare alcune scelte fortemente discriminatorie adottate dalle loro pubbliche amministrazioni nei confronti dei cittadini lombardi, ingiustamente additati come "untori"».

Va comunque detto che, nel successivo andamento della pandemia e delle risposte ad essa, la quarantena obbligatoria per chi torna da determinati Stati è ormai stabilmente inclusa anche nei Dpcm italiani. Senza che qualcuno ci definisca in termini stereotipati e negativi per questo.

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