Sabato, 18 Settembre 2021
Politica

Trasparenza, l'assessore Roberta Cocco non ha pubblicato i suoi redditi

Del caso si occuperà l'Anac. Lei, ex dirigente Microsoft, si difende: "Nel 2015 facevo tutt'altro". Ecco che cosa dice la legge

L'assessore Roberta Cocco (digitalizzazione)

Finisce all'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) il caso dei redditi dell'assessore milanese alla trasformazione digitale Roberta Cocco, ex manager di Microsoft. Motivo, la situazione patrimoniale della Cocco, che non è stata pubblicata sul sito del comune di Milano nonostante le regole sulla trasparenza.

La segreteria generale del comune ha interessato del caso il nucleo di valutazione interno, che ha a sua volta inviato la documentazione all'Anac. Parallelamente ne è nato anche un caso politico, sollevato dalla capigruppo del Movimento 5 Stelle (Patrizia Bedori) e da Pietro Tatarella, consigliere di Forza Italia.

La Bedori ha ribadito che la comunicazione è obbligatoria secondo un regolamento approvato nel 2015, mentre Tatarella ha anche esplicitato il dubbio che la Cocco (pur occupandosi di digitalizzazione nel suo ruolo di assessore) ricopra ancora un incarico in Microsoft. Ipotesi, questa, seccamente smentita dall'interessata, che ha spiegato di essere in aspettativa non retribuita dal 1 settembre 2016, giorno in cui ha formalmente assunto l'incarico di assessore. Non solo: le azioni di Microsoft «non ancora maturate» sono congelate. 

La Cocco infine ha affermato di non avere reso pubblica la sua situazione reddituale e patrimoniale del 2015 (l'ultima disponibile) perché «nel 2015 occupavo un'altra posizione lavorativa, i miei piani e i miei progetti erano lontani dal comune di Milano». Così, nella pagina relativa sul sito del comune di Milano, la riga relativa all'assessore Cocco resta completamente vuota

Se ne occuperà, dunque, l'Anac. Ma che cos'è la comunicazione reddituale e patrimoniale? E' stata introdotta dal cosiddetto "Decreto Trasparenza" (decreto legislativo n. 33/2013), che all'articolo 14 parla di «titolari di incarichi politici, di carattere elettivo o comunque di esercizio di poteri di indirizzo politico», includendo quindi, come sembra, non soltanto i consiglieri e il sindaco (eletti) ma anche gli assessori (nominati), e pone l'obbligo di pubblicare l'atto di nomina, il curriculum, i compensi relativi alla carica, gli importi di viaggi di servizio e missioni, i compensi di altre cariche presso enti pubblici o privati, eventuali altri incarichi con oneri spettanti alla finanza pubblica e, appunto, una dichiarazione sulle proprietà immobiliari, mobiliari e azionarie e la copia dell'ultima dichiarazione dei redditi.

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