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Milano, ecco quanto guadagnano sindaco e assessori. Le dichiarazioni dei redditi

Pubblicati redditi e patrimoni per il 2016 di sindaco, assessori e consiglieri comunali. Sala ha venduto la casa in Engadina

Palazzo Marino

L'assessore Roberta Cocco (delega alla trasformazione digitale ed ex dirigente di Microsoft) ha venduto le azioni della discordia, quelle che avevano provocato una fortissima polemica visto che - appena nominata nella giunta di Giuseppe Sala - non aveva pubblicato, come prescrive la legge, i suoi redditi e i suoi patrimoni. Aveva poi ceduto, perché c'era il rischio che le venisse tolta la delega assessorile, ed erano spuntate le azioni Microsoft per 3,6 milioni di dollari, inizialmente indicate con una cifra molto inferiore per un errore tecnico. Niente di male e niente da nascondere. Stupì non pochi, infatti, la resistenza all'epoca messa in atto dalla Cocco.

Ora, con le nuove pubblicazioni, si viene a sapere che le azioni sono state vendute. La Cocco ha anche cambiato auto, da una Polo diesel a una Polo a benzina, e ha dichiarato 216 mila euro nel periodo 2016. Il "re" degli assessori è invece Roberto Tasca (delega al bilancio) con 640 mila euro, più del triplo dell'anno precedente. In seconda posizione Roberta Guaineri (delega allo sport, avvocato di professione) che scende a 468 mila euro.

Il sindaco Giuseppe Sala è quarto con 110 mila euro, e anche su di lui novità importanti sul fronte patrimoniale: venduta infatti la casa di Pontresina, in Svizzera, che aveva generato polemiche perché non era stata inserita in una autocertificazione quand'era commissario di Expo. Sala ha venduto anche gli immobili di Varedo, dopo una successione ereditaria. Tra gli assessori chiude la classifica, con 57 mila euro, il radicale Lorenzo Lipparini (delega a open data e partecipazione). 

Tra i consiglieri comunali, Enrico Marcora è ancora il più ricco: oltre 300 mila euro, quasi 100 mila in più dell'anno precedente. Imprenditore del settore immobiliare, il consigliere della Lista Sala è anche uno dei pochissimi il cui coniuge ha dato l'assenso a pubblicare anche la propria dichiarazione dei redditi: se infatti per il politico si tratta di un obbligo, per il coniuge è solo una possibilità.

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