Giovedì, 17 Giugno 2021
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"Stop a cittadini lombardi che chiedono l'elemosina: arriva il reddito d'autonomia"

"I cittadini lombardi in queste condizioni li aiuteremo presto con il nuovo "reddito d'autonomia"". Così il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, ha commentato sul suo profilo Twitter la foto di un cittadino che chiede l'elemosina. Che cos'è il reddito di autonomia

La foto postata da Maroni su Twitter

"I cittadini lombardi in queste condizioni li aiuteremo presto con il nuovo "reddito d'autonomia"". Così il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, ha commentato venerdì 21 agosto sul suo profilo Twitter la foto di un cittadino che chiede l'elemosina accanto a un cartello che dice: "Italiano, 65 anni, vecchio per il lavoro (dicono) e giovane per la pensione. Help". 

Il reddito d'autonomia, annunciato qualche mese fa, dovrebbe essere un aiuto mensile che potrà arrivare a 700 euro per chi è in situazione disagiate ed è rimasto disoccupato. Si pensa sarà operativo da ottobre 2015.

Due settimane fa, sempre su Twitter, il governatore Maroni aveva lanciato un sondaggio su proposte e suggerimenti. 

"Noi vogliamo formulare una proposta organica e specifica per la Lombardia" ha detto Maroni, spiegando: "Si tratta di un contributo economico, ma anche di tante altre cose, che finanzieremo utilizzando parte dei 970 milioni di euro del Fondo sociale europeo 2014-2020 e, all'interno del capitolo 'Politiche attive del lavoro', c'è anche un Asse specifico con 220 milioni di euro per l''inclusione sociale e la lotta alla povertà".

"Fortunatamente non abbiamo problemi di risorse - ha sottolineato il presidente -, ma dobbiamo saperle spendere bene, a esclusivo vantaggio dei cittadini lombardi: è la cosiddetta 'Fase 2' della riforma che intendiamo attuare e già abbiamo messo le basi in modo che la definizione degli interventi da fare sia pronta prima della fine di settembre".

Tra gli elementi proposti per questa riforma il presidente Maroni ha ricordato un provvedimento cui tiene molto e che già quando fu ministro del Welfare introdusse, il 'bonus bebè': "Per aiutare le giovani coppie - ha spiegato -, che magari hanno un lavoro precario, fanno fatica a pagare l'affitto e vogliono metter su famiglia e desiderano un figlio, noi vogliamo evitare che rinuncino a questo, solo perché non hanno redditi adeguati".

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