Politica

Renzo Bossi si dimette da consigliere regionale della Lombardia

L'annuncio a Pasquetta: "Non ho niente da temere ma voglio dare l'esempio". Salvini: "Un vero peccato". La Rizzi: "Gesto di estrema sensibilità". Formigoni: "Bene così". E il padre: "Era stufo del Pirellone, ha fatto bene"

Renzo Bossi nell'ultimo Consiglio regionale

"Mi dimetto perché voglio dare l'esempio. Faccio un passo indietro che nessuno m'ha chiesto, non sono indagato ma sono sereno e ho fiducia nella magistratura". E' con queste parole che Renzo Bossi, detto "Trota", ha annunciato la sua intenzione di dimettersi da consigliere regionale in seguito alle vicende emerse negli ultimi giorni. "Spero - ha proseguito Bossi jr. - che la magistratura possa dare le risposte alle domande che oggi ci si pone. So cosa ho fatto e soprattutto cosa non ho fatto, ma è opportuno fare un passo indietro per il bene del movimento".

"IL VALORE IN CUI CREDO DI PIU'? L'ONESTA. TUTTE LE GAFFE DEL TROTA

Nella stessa, ennesima convulsa giornata per la Lega Nord, il settimane Oggi pubblica diversi video, girati in autonomia, dove l'autista di Renzo Bossi Alessandro Marmello confessa come i rimborsi destinati al personale del Carroccio fossero utilizzati come "fondo privato" per il Trota. 

Monica Rizzi, assessore regionale allo sport, ha commentato che si tratta di "un atto di estrema sensibilità e maturità politica, da un ragazzo che non è nemmeno indagato". E il presidente Formigoni, almeno per ora, si è limitato a un laconico 'cinguettio' su Twitter: "Bene così". Scrive invece "Un vero peccato" l'eurodeputato Matteo Salvini.

Molti simpatizzanti della Lega nord, su Facebook, si dimostrano soddisfatti del gesto. "Una decisione giusta, opportuna e forse inevitabile", secondo Fabio Rolfi, segretario provinciale bresciano del partito (Bossi jr. è stato eletto nella circoscrizione di Brescia). Il padre Umberto, dal canto suo, dalla casa di Gemonio ha commentato: "Ha fatto bene a dimettersi. Erano due mesi che mi diceva che era stufo di stare in regione". E Alessandro Morelli, consigliere comunale di Milano, sempre su Facebook scrive: "Pulizie in corso senza guardare nomi e cognomi: ecco perché la Lega è diversa".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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