Politica

2 giugno, l'assessore su Facebook: "L'unica Repubblica è quella Sociale"

Sotto accusa un assessore dell'hinterland in quota Fratelli d'Italia

La foto che ha scatenato le polemiche

La festa della Repubblica, il 2 giugno, fa clamore a Corsico. Un assessore in quota Fratelli d'Italia, Pietro Di Mino, ha aggiornato la foto del suo profilo Facebook con la scritta "L'unica Repubblica è quella Sociale", facendo quindi bene intendere la sua aperta simpatia per il regime organizzato da Benito Mussolini dal 1943 al 1945, con sede a Salò, durante l'occupazione nazista del Nord Italia.

Di Mino è assessore a Corsico (con deleghe alla casa e alle politiche sociali) da marzo 2017, quando il sindaco Filippo Errante decise di "azzerare" la sua giunta in seguito alle notissime vicende della festa dello stocco di Mammola, organizzata da una sigla privata (commerciale) ma patrocinata dal Comune con tanto di manifesti dove, accanto ai nomi del sindaco e di uno degli assessori, compariva (con numero di telefono) quello di Vincenzo Musitano, commerciante corsichese ma anche genero del boss Giuseppe Perre "u Maistru": il suo negozio di alimentari è nei locali che, un tempo, sotto forma di un circolo, servivano alla 'ndrangheta per organizzare incontri. 

Immediata la stigmatizzazione da parte dell'Anpi, il cui presidente milanese Roberto Cenati ha annunciato una segnalazione alla Digos e alla prefettura di Milano. E Antonella Barranca, anche lei di Anpi, ha commentato che "inneggiare a un regime fascista nel giorn della Festa della Repubblica è un oltraggio intollerabile".

La polemica, naturalmente, è esplosa anche nella cittadina dell'hinterland. Se il sindaco Errante si dissocia ("posizione personale, io la Festa della Repubblica la celebro"), diversi esponenti di opposizione chiedono le dimissioni dell'assessore. Così ad esempio Roberto Masiero, di Insieme per Corsico, secondo cui "Di Mino è indegno di rappresentare la nostra comunità". L'interessato, dopo avere rimosso la fotografia, si è però schernito: "Nesssuna apologia di fascismo, volevo solo dire che oggi i valori costituzionali non vengono rispettati". 

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