Giovedì, 5 Agosto 2021
Politica

Riforma sanità in Lombardia, sindacati critici e centrosinistra chiede bozza di testo

L'audizione dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil in commissione sanità

Entra nel vivo la discussione sulla riforma sanitaria in Lombardia. Si vuole intervenire sulla Legge approvata durante la precedente giunta, guidata da Roberto Maroni, soprattutto successivamente alla pandemia covid che ha messo in luce alcune criticità tra cui l'assenza, o quasi, di un'efficiente sanità territoriale. Nelle prossime settimane inizieranno ad essere ascoltati, in commissione sanità, gli esperti, per poi arrivare ad un testo finale da sottoporre al consiglio regionale. Ma non mancano le polemiche.

Dubbi sulla futura organizzazione della sanità di "base" sono stati espressi dai sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil, intervenuti mercoledì in commissione sanità, secondo cui le linee guida del riordino della sanità lombarda (non c'è ancora una bozza di testo completo) lasciano ombre «su come dovrebbe essere riorganizzata la prevenzione, la medicina territoriale, l'assistenza sociosanitaria, la governance della direzione generale Welfare, il rapporto pubblico e privato».

Innanzitutto, i sindacati non vedono «assegnato quel rafforzamento organizzativo e funzionale della direzione generale Welfare che consentirebbe una maggiore capacità di coordinamento e di indirizzo del sistema». Ritengono poi che il rapporto tra sanità pubblica e sanità privata sia ancora troppo sbilanciato a favore del secondo, soprattutto sui tempi d'attesa troppo diversi. Mentre mancherebbero vere risorse per la sanità territoriale. 

«La revisione sta assumendo l'aspetto di un semplice ritocco ad un sistema che ha dimostrato carenze», l'opinione dei sindacati. Emanuele Monti (Lega), presidente della commissione sanità, è comunque soddisfatto del confronto emerso in commissione: «Abbiamo impostato il percorso di revisione sull'ascolto degli addetti ai lavori e dei corpi intermedi perché arrivino stimoli dal basso», ha commentato.

Centrosinistra: «Metodo sbagliato, dovremmo lavorare su una bozza di testo»

Ma i gruppi di centrosinistra in consiglio regionale contestano sia i tempi sia il metodo. Sui tempi sottolineano che la revisione è iniziata «con sei mesi di ritardo dal termine del lavoro dei saggi nominati dal governatore Attilio Fontana e dal parere di Agenas, Ministero della Sanità e Scuola Superiore Sant'Anna», mentre sul metodo chiedono che i lavori in commissione si basino su una proposta di testo e non «su un documento generico definito "linee guida"».

«Per settimane saranno auditi esperti e associazioni su documento del tutto privo di chiarezza, di numeri e di prospettive. Poi, una volta conclusa la recita, la palla tornerà alla giunta che confezionerà un testo pressoché blindato da far approvare in fretta e furia. Solo quando riceveremo quella bozza di progetto di legge provvederemo ad audire gli esperti, che meritano rispetto.  Non siamo disposti a fare la foglia di fico per un centrodestra che, dilaniato da anni di malgoverno sanitario, non riesce ad accordarsi sul merito della riforma e cerca quindi di perdere tempo, programmando settimane di audizioni sul nulla. Gli auditi meritano rispetto, per questo non chiederemo alcuna audizione finché il confronto non avverrà su un progetto di legge», il commento di Michele Usuelli (PIù Europa/Radicali), Simone Astuti (Partito Democratico), Elisabetta Strada (Lombardi Civici Europeisti) e Niccolò Carretta (Misto-Azione).

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