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Riforma della sanità, ci sono gli accordi. E ci sarà il "super polo" del bambino

Per superare la lacerazione nel centrodestra, verranno accorpati Buzzi, Sacco, Fatebenefratelli e Macedonio Melloni. Così saranno accontentati sia la Lega sia Fdi-Fi

Il Policlinico, uno dei più noti ospedali di Milano

Più di 20 mila documenti (tra emendamenti e ordini del giorno) presentati dai tre gruppi di opposizione. Era partita così la difficile trattativa sulla riforma sanitaria della Lombardia. Ma le minoranze e la maggioranza hanno trovato un accordo: saranno quindi discussi 13 ordini del giorno del Movimento 5 Stelle, 17 del Pd e 3 del Patto civico. Lo ha resoo noto Raffaele Cattaneo (Ncd), presidente dell'aula. 

La riforma resta basata sulla libertà di scelta e sulla parità tra pubblico e privato, cercando di migliorare l'integrazione tra ospedali e territorio. Ma sono state evidentemente accolte alcune richieste delle opposizioni, come il pagamento dei ticket in base al reddito, il controllo di legalità, le procedure di nomina dei manager ospedalieri. 

E anche all'interno della maggioranza gli strappi sembrano ricuciti. Riccardo De Corato, di Fratelli d'Italia, aveva contestato quello che aveva definito "asse Lega-Ncd", ma ora parla di accorrdo e rivela che la seconda parte della riforma (gli azzonamenti della città di Milano e altre questioni) viene rimandata a settembre. Soddisfatta anche Forza Italia: per Claudio Pedrazzini, in particolare, "il presidente Roberto Maroni ha condiviso le nostre proposte sull'ospedale del bambino. Inoltre tutti gli ospedali saranno coordinati direttamente col territorio per evitare disparità di trattamenti".

L'ospedale del bambino, appunto. La nascita di un nuovo "polo ad hoc" aveva diviso (quasi lacerato) la maggioranza di centrodestra, spaccandola tra chi (la Lega, con Matteo Salvini in persona, ma anche l'università Statale) gradiva l'accorpamento tra Buzzi e Sacco e chi invece (come Forza Italia e Fdi) riteneva migliore l'accorpamento del Buzzi con Fatebenefratelli e Macedonio Melloni.

La soluzione che "accontenta tutti" è quella che qualunque lettore sta pensando: l'accorpamento si farà tra Buzzi, Sacco, Fatebenefratelli e Macedonio Melloni. Forse in due tempi diversi, ma comunque sarà così. Il "polo del bambino" sarà quindi un "super polo". Restano fuori il Policlinico e la Mangiagalli, che pure avevano provato a "entrare nella partita". 

Sullo sfondo le "ruspe" ferme al Policlinico, per il progetto del nuovo ospedale al posto dei quattro padiglioni abbattuti quindici anni fa. Nel 2000 fu varato il progetto (firmato da Boeri Barreca La Varra) per due edifici (di cui uno per mamme e bambini), e vennero stanziati soldi. Più recentemente è stato varato anche il progetto di 51 mila metri cubi di nuovi volumi al Buzzi, per "rilanciare" quello che - ricordiamolo - stato il primo vero ospedale dei bambini in Italia. Ma l'idea di due poli d'eccellenza per il bambino (Policlinico e Buzzi) separati tra loro non è di quelle che assomigliano ad una razionalizzazione delle risorse. Il "risiko" degli accorpamenti parte da qui.

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