Urbanistica, Maran contro la Regione: «Legge su rigenerazione è regalo a costruttori»

L'assessore milanese contro le norme che aumentano gli indici di edificabilità e riducono gli oneri di urbanizzazione: a Milano, ad agosto, 30 milioni in meno

Scontro tra Comune e Regione sulla legge regionale sulla rigenerazione urbana, fortemente criticata il 23 settembre da Pierfrancesco Maran, assessore comunale all'urbanistica, che in una commissione in video conferenza a Palazzo Marino ha parlato a lungo degli effetti che avrà la nuova normativa sul Pgt milanese. 

I punti critici, che l'assessore ha evidenziato, sono almeno tre. Il primo riguarda la riduzione degli oneri di urbanizzazione, un provvedimento utile per chi effettua investimenti immobiliari ma non per i Comuni: ad agosto, anziché 116 milioni di euro, a Palazzo Marino ne sono arrivati 85. Nel mese di agosto del 2019 erano stati 119 milioni. Gli oneri di urbanizzazione si traducono in servizi per i cittadini, come parchi, strade, scuole e uffici pubblici nei quartieri in cui vengono effettuati gli investimenti immobiliari.

Premio per edifici abbandonati da cinque anni

La seconda criticità è quella che, con la legge regionale, fissa un "premio" dell'indice massimo di edificabilità fino al 20% per gli edifici abbandonati da oltre cinque anni. Il problema è che il Comune di Milano, con il suo Piano di governo del territorio, aveva fissato in 18 mesi (ora leggermente aumentati per le deroge post-lockdown) il limite massimo di tempo per demolire e ricostruire un edificio considerato abbandonato. Ora, secondo una "facile" previsione, qualunque imprenditore immobiliare attenderà invece cinque anni per poter usufruire del "premio" di edificabilità. E l'immobile resterà abbandonato più a lungo.

Analogo "premio" che aumenta del 20% l'indice di edificabilità riguarda (secondo quanto riferisce Maran) «la capacità edificatoria massima» prevista da un Comune. «Significa che, se la regola consente la costruzione di un edificio di cinque piani, la Regione ne permette uno in più». Su questo punto i Comuni hanno la facoltà di indicare dove questo aumento non è possibile, con adeguate motivazioni. «In autunno - ha promesso Maran - il Comune di Milano tutelerà il territorio con una delibera che indichi dove e perché non riterremo in alcun modo possibile applicare questo provvedimento».

«Legge calata dall'alto»

Per Maran, la legge sulla rigenerazione urbana di Regione Lombardia, approvata nel novembre del 2019 pochi giorni dopo il nuovo Pgt milanese, «è un secondo Pgt che, per molti aspetti, cozza con il nostro. E' un Pgt che ci è stato calato dall'alto. Esiste una differenza politica tra il considerare lo sviluppo del territorio con tutte le sue diverse specificità ed esigenze, come abbiamo fatto noi nel Pgt, e il trattarlo come oggetto di deregulation per cui il principio unico è che il fondo immobiliare deve pagare meno ed edificare di più».

La risposta politica, secondo Maran, «non è difendere Milano ma cambiare la Lombardia. La Regione, da anni, è guidata da persone senza idee, visione e capacità di andare oltre piccole furbizie economiche. Chi guida la Regione produce un modello economico decadente e che sfavorisce investimenti di qualità».

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