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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Politica

Rimborsi e stipendi ai consiglieri, la Lombardia deve tagliare

Lo dice una legge del 2012: altrimenti l'80% dei fondi statali non ci sarà più. Lo stipendio passerà da 9mila a 6mila netti, tutto compreso

Costi della politica: la Lombardia ha tempo fino a giugno per tagliarli in modo considerevole, se non lo farà dovrà rinunciare a gran parte dei trasferimenti statali. Lo dice la legge n. 213 del 2012, pochi l'hanno riportato durante la campagna elettorale. Forse perché i partiti avevano bisogno di inserire il taglio nei loro programmi, mentre invece è una necessità vitale. Qualcuno ha calcolato che - se non interverrà - la nostra regione avrà solo il 20% dei fondi dello Stato di cui gode attualmente: si salverebbero infatti solo quelli relativi a sanità e trasporti.

Taglio degli stipendi e soprattutto un importo che comprenda tutto. In pratica, oggi un consigliere ottiene circa 9mila euro netti al mese più i rimborsi che hanno permesso i noti recenti scandali. Ora invece l'indennità ammonterà a 11.100 lordi, cioè poco più di 6mila netti, tutto compreso. Il presidente avrà uno stipendio leggermente superiore, quasi 7.500 euro. I rimborsi in realtà non spariscono completamente: saranno, al massimo, di 5mila euro a consigliere, e verranno distribuiti ai gruppi.

Su come poi si possano spendere questi soldi, Maroni aveva promesso l'introduzione di regole ferree sulle spese ammissibili e sulle autorizzazioni da richiedere. Ora tocca a lui.

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