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Dopo le europee ci sarà un rimpasto nella giunta Sala

L'attuale assessore Maran punta all'elezione al Parlamento europeo ma, anche se non sarà eletto, è improbabile la sua permanenza in giunta. I possibili sostituti

Pierfrancesco Maran non continuerà a essere assessore a Palazzo Marino, comunque vadano per lui le elezioni europee. Lo ha fatto capire il sindaco Beppe Sala martedì durante la chiusura della campagna elettorale del suo assessore (candidato nella lista del Partito democratico), martedì pomeriggio in piazza Lavater a Milano. "Credo che questa campagna sia decisiva per Maran", ha detto Sala, "e il motivo per cui lo appoggio, oltre all'affetto, è che, se non dovesse andare bene, lui stesso farebbe fatica a ricominciare con la stessa motivazione nello stesso ruolo".

Maran è attualmente assessore alla casa e al piano quartieri. Nella prima giunta Sala era stato assessore all'urbanistica, mentre nella precedente di Giuliano Pisapia aveva ricoperto il ruolo di assessore alla mobilità. Se a questo aggiungiamo cinque anni da consigliere comunale di opposizione (con la sindaca Letizia Moratti) e, prima, altri cinque da consigliere di zona (sempre di opposizione), si capiscono le parole di Sala su di lui: "È il più esperto", e anche la naturale 'stanchezza' dell'uomo simbolo del Pd milanese per queste elezioni europee. 

Maran e gli altri: i candidati forti del Pd

L'elezione di Maran al Parlamento europeo non è graniticamente certa, ma molto probabile. Lo stesso Sala ha affermato che "dall'interesse che vedo per la sua candidatura, sono confidente che sarà eletto". Il Pd conta di conquistare 5 o 6 seggi nel Nord-Ovest (Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta), ma i candidati forti sono qualcuno in più, almeno una decina. Oltre a Maran, va citata Cecilia Strada, scelta come capolista direttamente dalla segretaria Elly Schlein, per rappresentare il nuovo volto "pacifista" del partito. E poi Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, molto forte in gran parte della Lombardia. Prendono sempre molti voti alle elezioni europee gli uscenti Brando Benifei (che negli ultimi 5 anni è stato capodelegazione del Pd in Europa), Irene Tinagli e Patrizia Toia. Dal Piemonte c'è l'ex assessora regionale Antonella Parigi. Tornando nel Milanese, occorre citare Emanuele Fiano, ex parlamentare, e Fabio Pizzul, ex capogruppo in Regione. Per non dire del neo acquisto Eleonora Evi, ex coportavoce dei Verdi, deputata in carica. Insomma, la concorrenza è spietata.

Attorno a Maran si è comunque creato consenso sia a Milano (ed era quasi scontato) sia in molti altri luoghi della circoscrizione. Non parte in posizione svantaggiata, ma occorrerà aspettare lunedì 10 giugno per vedere come sarà finita. Ed è comprensibile che, dopo 13 anni da assessore in Comune, lui stesso voglia provare a sperimentarsi in altri ruoli. 

Rimpasto, ma chi?

Rimpasto, dunque. Ma chi entrerebbe al posto di Maran in giunta? Si vocifera la promozione per Filippo Barberis, ora capogruppo del Pd in consiglio comunale. Sarebbe la scelta più naturale, ma non è scontata (e non è detto che sarebbe gradita a tutto il partito). Sala ha sempre detto di voler fare di testa sua, libero da condizionamenti politici, e lo ha ripetuto anche martedì in piazza Lavater: "Io, sugli assessori, faccio le mie scelte; questo è un presupposto che ho impostato fin dal 2016. Ho sempre fatto le mie scelte e ho chiesto ai partiti di darmi la fiducia. Credo che, soprattutto in momenti delicati, il sindaco debba avere una squadra di sua fiducia e forte". 

Inoltre va considerato che il gruppo dei Riformisti, che alle elezioni del 2021 univa Azione, Italia Viva e Più Europa, si è decisamente ingrossato. Aveva eletto due consiglieri e si era guadagnato un posto in giunta con Alessia Cappello, all'epoca coordinatrice milanese di Italia Viva, ma ora di consiglieri ne ha quattro, il doppio: tre di Azione (Giulia Pastorella, Carmine Pacente e Daniele Nahum) e uno di Italia Viva (Gianmaria Radice). E chissà che non diventino cinque tra non molto.

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