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Lunedì, 6 Dicembre 2021
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Arese: "Regolamento su riprese audio video viola la Costituzione"

Sotto accusa il modulo con cui i giornalisti devono comunicare l'intenzione di effettuare riprese in consiglio comunale, che recita "richiesta di autorizzazione". Ma la stampa non può esserne soggetta

Comune di Arese contro il diritto di cronaca sulle riprese audio video dei consigli comunali e delle commissioni. Franco Abruzzo, storico ex presidente dell'ordine dei giornalisti lombardi, parla apertamente di "attentato alla Costituzione". Sotto accusa il nuovo regolamento, approvato dal consiglio comunale il 4 febbraio 2015, che entrerà in vigore verso fine mese.

Il regolamento, per il vero, è incoerente. All'articolo 3 sancisce (e non potrebbe essere altrimenti!) che le riprese audiovisive da parte di giornalisti e operatori dell'informazione "sono in generale consentite" ai sensi del titolo XII del codice della privacy, che tratta il diritto di cronaca. Ma poi, al comma 2 dell'articolo 3, lo stesso regolamento precisa che gli operatori devono inviare una comunicazione al presidente del consiglio comunale almeno un giorno prima della seduta.

E questo si capisce poco: se un giornalista è presente, la legge sulla privacy gli consente senza dubbio di decidere sul momento se registrare o no. Ma il "fattaccio" è sul modulo allegato, con cui il giornalista dovrebbe "comunicare" l'intenzione di riprendere.

Si legge infatti sul modulo: "Richiesta di autorizzazione". Autorizzazione? Vale la pena ricordare l'articolo 21, comma 2 della Costituzione: "La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure". E peraltro, nel prosieguo del modulo, si legge "in via continuativa": ma non si doveva fare "almeno un giorno prima della seduta"?

Si tratta, a ben vedere, di un clamoroso autogol per l'amministrazione aresina. Che a questo punto dovrebbe porre rimedio con un'urgente modifica al regolamento. E già che ci siamo, ci permettiamo di suggerire ai politici di Arese di provvedere ad eliminare anche la semplice comunicazione da farsi il giorno prima della seduta. Una comunicazione assurda a rigor di logica, se solo si conoscesse un poco il mestiere dei giornalisti.

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