Segretario Pd, primo Bussolati ma è ballottaggio con la Cavicchioli

Il renziano vince, l'ex sindaco di Rho è prima in provincia. Terzo Gentili (secondo in città), quarta la Censi. Majorino "spezza" le correnti: "Ora votare Bussolati"

Pietro Bussolati (Fb)

Nulla di fatto per l'elezione del segretario provinciale del Pd. Nessuno dei quattro candidati ha infatti superato il 50% dei voti necessari, così i 150 delegati dell'assemblea provinciale (appena eletti) eleggeranno il segretario scegliendolo tra Pietro Bussolati e Arianna Cavicchioli, primo e seconda. Niente da fare invece per gli altri due: David Gentili e Arianna Censi.

Bussolati è primo con 2.611 voti (33,52%), la Cavicchioli seconda con 2.346 voti (30,12%). Gentili è terzo con 1.534 voti (19,69%), la Censi quarta con 1.298 voti (16,66%). Il giovane renziano, segretario uscente di uno dei più forti circoli (02PD), è primo in città, secondo in provincia dopo la Cavicchioli, di area bersaniana, ex sindaco di Rho. Gentili arriva secondo in città ma raccoglie poco in provincia. La Censi è bassa (poco più dell'11%) in città.

L'alleanza più naturale (Bussolati-Censi) non consentirebbe però al candidato renziano di ottenere il 50% dei voti al ballottaggio. Cosa che invece potrebbero fare i delegati di Gentili e della Cavicchioli, alleandosi. Anche se questa sarebbe un'alleanza inedita, poiché unirebbe la "vecchia guardia" di Bersani-Cuperlo con i sostenitori di Pippo Civati. Inedita e, forse, un po' forzosa.

La prova è nel messaggio dell'assessore Pierfrancesco Majorino (sostenitore di Gentili) su Facebook: "Ora tra Pietro Bussolati e Arianna Cavicchioli, lo dico con grande rispetto verso quest'ultima, la scelta mi pare semplice e mi auguro che non tornino in gioco le correnti nazionali che sono rimaste molto positivamente fuori dalla porta in questi giorni. Mi auguro che l'assemblea chiamata a dirimere la questione scelga chi può giocare di più e meglio la carta del cambiamento". Un chiarissimo endorsement a favore di Bussolati e un invito a spezzare la logica correntizia.

Scenari dunque aperti più che mai. Dopo lo scrutinio, Bussolati ha scritto su Facebook che "occorre già da domani lavorare insieme per un partito democratico metropolitano capace di guidare il cambiamento". Un segnale di "larghe intese" all'interno del Partito democratico? Al primo turno la fotografia è quella di un partito spaccato a Milano e provincia, in una fase delicatissima dal punto di vista politico: comincia infatti il "secondo tempo" della giunta Pisapia, a Milano. Durante la campagna tutti e quattro i candidati hanno sottolineato l'esigenza di un Pd forte che sostenga il sindaco e al contempo lo indirizzi e lo aiuti.

Tra l'altro il "rumor" parla sempre più insistentemente di un Giuliano Pisapia che non si ricandiderà. E' presto, ovviamente, per dirlo con certezza. Se si dovesse votare oggi senza Pisapia, in "pole position" ci sarebbe il vicesindaco Lucia De Cesaris, che dimostra una notevole forza e impegno quotidiani nell'attività amministrativa. Ma che nel 2013, dopo quarant'anni, non ha più rinnovato la tessera del partito. Segno che il rapporto tra la giunta e il principale partito di maggioranza deve essere quantomeno affinato.

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