Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Politica

Ruby Ter, l'avvocato di Berlusconi contro le tre ragazze parti civili: "Non sono stressate"

Opposta la tesi dell'accusa. Il giudice deciderà a gennaio se Danese, Battilana e Fadil continueranno ad essere parti civili o no

L'avvocato difensore di Silvio Berlusconi, Federico Cecconi, ha chiesto che tre delle parti civili al processo Ruby Ter (Ambra Battilana, Imane Fadil e Chiara Danese) vengano estromesse dal processo in quanto non danneggiate dalle testimonianze presunte false delle altre ragazze coinvolte nel caso Ruby. Il legale ha affermato che le tre giovani continuerebbero a lavorare come modelle senza problemi di sorta.

Opposta la tesi della procura. Tiziana Siciliano ha "difeso" la permanenza nel processo delle tre donne come parti civili, ricordando che Danese, Battilana e Fadil, non "accodandosi" alle testimonianze delle altre cosiddette "olgettine", erano consapevoli di potere essere addirittura accusate di calunnia: ciò è incontrovertibilmente fonte di stress, per cui le tre giovani meritano di restare nel processo come parti civili.

I giudici decideranno su questo il 14 gennaio: siamo ancora nella fase delle questioni preliminari del procedimento, che trae origine dalle false testimonianze rilasciate da diverse ragazze. Il processo Ruby Ter trae origine dalle sentenze sul procedimento principale: erano stati i giudici di quel procedimento a ordinare che venisse aperto un fascicolo d'inchiesta per falsa testimonianza, che poi ha coinvolto anche lo stesso Berlusconi, accusato di avere pagato le ragazze perché rilasciassero versioni a lui favorevoli sugli incontri ad Arcore.

Ricordiamo che nel procedimento principale Berlusconi, insieme a Emilio Fede e Nicole Minetti, era stato accusato (oltre che di concussione) di prostituzione minorile con l'ipotesi di atti sessuali a pagamento con almeno una ragazza minorenne (Ruby). L'ex premier si è sempre difeso sostenendo che si trattava di "cene eleganti" senza risvolti di altro genere, fino al processo di Cassazione durante il quale l'avvocato di Berlusconi si concentrò invece sulla materiale impossibilità di sapere che Ruby (che aveva detto a tutti di avere 25 anni) fosse in realtà una 17enne all'epoca degli incontri.

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