Il ministro del Sud: "Milano dà meno di quanto riceve". Sala: "Cosa dobbiamo fare, cacciare le imprese?"

Botta e risposta tra il primo cittadino e il ministro. Sala: "Si vede che le aziende trovano un sistema che funziona"

Il sindaco Sala

Piccato botta e risposta tra il sindaco Beppe Sala e il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano. Il contendere? L'eterna dicotomia Nord e Sud (e intera Italia). Con Milano "che riceve molto più di quello che dà". 

"Tutti decantiamo Milano, non è la prima volta nella storia d'Italia che è un riferimento nazionale. A differenza di un tempo, però, oggi questa città attrae ma non restituisce quasi più nulla di quello che attrae. Intorno ad essa si è scavato un fossato: la sua centralità, importanza, modernità e la sua capacità di essere protagonista delle relazioni e interconnessioni internazionali non restituisce quasi niente all'Italia", sono le parole di quest'ultimo durante un incontro organizzato dall'Huffpost di Lucia Annunziata proprio a Milano, nelle scorse ore.

"Questa è la sfida che dovremo provare a cogliere. Questo continua a fare la differenza tra destra e sinistra per un Paese che vuole diventare più moderno e vicino se riduce le distanze territoriali", ha concluso l'esponente del governo per la Coesione territoriale.

La replica piccata di Sala: "Cosa facciamo, le cacciamo le imprese?"

Non si è fatta attendere la replica del primo cittadino. "È vero che Milano sta un po’ fagocitando tutta la crescita che il nostro Paese potrebbe meritare - ha detto -. Ma non abbiamo alcun istinto egoistico. Restituiamo nella misura in cui ci viene chiesto o per quanto siamo nelle condizioni di fare".

Poi snocciola un dato sulle multinazionali: "Se le multinazionali estere scelgono Milano come città in cui aprire le proprie filiali italiane, non avrebbe senso rifiutarle. Oggi circa 4.300, delle 8mila multinazionali che ci sono in italia, hanno sede a Milano. Evidentemente qui si sentono più rassicurate, vedono che il sistema funziona. Che cosa dovremmo fare: cacciarle via?".

Semmai, aggiunge il sindaco, si deve ragionare seriamente, come Paese, su come trovare "una formula per allargare il loro raggio di azione anche altrove".

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Secondo Assolombarda, tra il 2014 e il 2018 il Pil della metropoli lombarda è aumentato del 9,7%, a velocità doppia rispetto alla media italiana (+4,6%), riuscendo a recuperare quanto perduto con la crisi e incrementando. 

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