Sala vuole essere sentito in procura. Salta (per ora) il voto su Cascina Merlata

Rimandato il voto sull'accordo di programma che trasformerebbe da ricettiva a centro commerciale l'area utilizzata per i bus turistici durante Expo 2015

Beppe Sala

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala vuole essere sentito al più presto dalla procura generale: prima di giovedì 23 dicembre, quando ha già annunciato l'intenzione di parlare in aula in consiglio comunale. Nella mattinata di lunedì gli avvocati del sindaco hanno avuto un colloquio con Roberto Alfonso, procuratore generale di Milano. Ma evidentemente una cosa è un colloquio tra il pg e gli avvocati, un'altra tra il pg e l'indagato. 

L'obiettivo di Sala sembra essere soprattutto quello di capire se, a suo carico, vi siano o vi possano essere altre indagini oltre al "falso" emerso riguardo all'appalto della piastra di Expo (la datazione sbagliata di una nomina di un membro della commissione che avrebbe poi valutato la gara).

I capigruppo a Palazzo Marino, intanto, hanno deciso di annullare la seduta di lunedì 19 dicembre e forse faranno la stessa cosa per la seduta di mercoledì 21. Filippo Barberis, capogruppo del Partito Democratico, apre il problema delle delibere che aspettano di essere discusse dall'aula con una certa urgenza. La prima è quella della modifica dell'accordo di programma con la società immobiliare Euromilano su Cascina Merlata, accordo che scade il 24 dicembre. Barberis spiega che, «qualunque cosa succeda, quella delibera la porteremo in aula entro il 24 dicembre».

Ma che cos'è questa modifica dell'accordo di programma? Tutto parte nel 2011, quando si decide di costruire il nuovo quartiere di Cascina Merlata e, in un'area attigua, un albergo. Nel 2013, però, a Expo 2015 Spa si accorgono che non è stato previsto uno spazio per il parcheggio dei pullman turistici. L'area che dovrebbe diventare un albergo sembra perfetta: abbastanza grande e abbastanza vicina al sito di Expo. Tutti sono d'accordo, compresa Cascina Merlata Spa, proprietaria dei terreni, che però chiede di "bilanciare" le perdite della mancata costruzione dell'albergo con una mutazione della destinazione d'uso. Non più ricettiva (l'albergo) ma commerciale. 

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Il parcheggio per i bus viene realizzato ma, ad oltre un anno dalla fine di Expo, il consiglio comunale di Milano non ha ancora approvato la modifica dell'accordo di programma, ed il voto è evidentemente obbligatorio perché l'accordo abbia un seguito. Il centro commerciale nel frattempo è già diventato di proprietà della famiglia reale saudita, grazie ad un accordo con Euromilano siglato prima dell'estate 2016.

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