Sala difende i centri sociali di Milano: "Il male assoluto è altro, fanno aggregazione a basso costo"

Il sindaco di Milano ha affrontato le questioni Lambretta e Torchiera durante una intervista a Radio Popolare

Beppe Sala

Un intervento chiaro, netto, in difesa dei centri sociali perché "Il male assoluto è altro". È questa la posizione del sindaco di Milano, Beppe Sala, che nella mattinata di venerdì, durante una intervista a Radio Popolare, ha affrontato le questioni Torchiera e Lambretta, due realtà antagoniste milanesi. Il primo centro sociale occupa uno spazio pubblico messo a bando dal Comune, il secondo uno spazio privato per cui è stata avviata la procedura di sgombero.

"È un tema difficile, però è chiaro che è un tema: fare di tutta l'erba un fascio è sbagliato e io non mi farò condizionare da quella destra che dipinge i centri sociali come il male assoluto, il male assoluto è anche altro — ha detto il sindaco —. Ci sono centri che durante questa emergenza si sono tirati su le maniche e hanno aiutato, portando alimenti a chi era in difficoltà".

"Al di là del fatto che si parla di situazioni illegittime perché sono stati occupati degli spazi pubblici, ma dall'altro canto, per essere onesto, io devo dire che quasi sempre i centri e gli spazi occupati ci hanno chiesto negli anni di trovare delle soluzioni per metterli nelle condizioni di legalizzare la loro situazione", ha aggiunto Sala. "Ora - ha proseguito Sala - il punto vero difficile è che le norme che noi abbiamo non prevedono una linea di interlocuzione privilegiata. Io uno spazio se lo devo regolarizzare, lo devo mettere a bando e nel bando possono risultare vincitori gli attuali occupanti o altri". 

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"Non è facile per noi trovare una soluzione, posso solo garantire che verranno applicate tutte le formule per cercare di evitare altri problemi - ha poi precisato -. Va riconosciuto che, alla fine, la definizione di centro sociale è un po' antica, ma per come la vedo io stiamo parlando di spazi sociali che forniscono una produzione culturale alternativa, un'aggregazione a basso costo, per cui svolgono una funzione che poi è anche molto contemporanea. I leghisti potranno ironizzare sulle mie parole, ma questa è realtà: se uno ha gli occhi vede che questa è la realtà".

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