Politica Lorenteggio / Largo Giambellino

Sala (ancora) contestato al Giambellino: polizia e carabinieri all’incontro coi cittadini

Il sindaco è al Giambellino per presentare il progetto di riqualificazione. Altra contestazione

La contestazione - Foto da Fb comitato Giambellino

Una cosa è certa: quello non è territorio amico. Lunedì sera, il sindaco di Milano Beppe Sala è stato nuovamente contestato al Giambellino, dove si trovava per un incontro pubblico, aperto alla cittadinanza, sul progetto di riqualificazione che interessa il quartiere. 

Una cinquantina di persone ha improvvisato un corteo esponendo lo striscione “I quartieri sono di chi li abita” e ha cercato di entrare nella parrocchia Curato d’Ars - dove si è tenuto l’incontro - trovando però l’opposizione di carabinieri e poliziotti. 

Già un’ora prima dell’arrivo di Sala, i manifestanti erano in strada e avevano sottolineato come il quartiere fosse “blindato”, ironizzando sul fatto che il sindaco - a suo dire - dovesse “parlare con i cittadini”. 

“Difendere le periferie dalle mani di speculatori e politici sarà la nostra ossessione”, lo slogan dei manifestanti, che hanno deciso di portare all’attenzione del primo cittadino “una serie di problemi che si riversano sulle nostre esistenze”. 

“Si parla di piano di risanamento del patrimonio pubblico, a quanto sembra il Comune ha messo a disposizione ’undici milioni di euro per recuperare le prime 276 case popolari da ristrutturare e assegnare a chi ne ha diritto’. Peccato - sottolineano i comitati - che in quelle case ci vivano già uomini, donne, anziani e bambini che hanno occupato delle case abbandonate da anni ristrutturandole da soli. Assegnare le case a chi già ci abita farebbe risparmiare un sacco di soldi”. E ancora: “Cominciamo con l'assegnare le case vuote, requisendo le migliaia di metri quadri di patrimonio privato lasciato a marcire.”. 

“In Giambellino - prosegue l’offensiva di parte dei residenti -, soprattutto nei cortili di Lorenteggio 181, Segneri 3 e Giambellino 150, verrà attuato un piano di riqualificazione degli appartamenti. Certezze sul fatto che questa riqualificazione servirà a migliorare la vita di chi già ci abita non ce ne sono e anzi stanno proponendo dei trasferimenti in altri quartieri. Chi vive in Giambellino deve rimanere qui”. 

“Come comitati di quartiere non abbiamo intenzione di elemosinare favori, né stare ai giochi e alle bugie di chi rappresenta la Milano dei ricchi e dei palazzinari. Dal basso, in mezzo alla gente e con la gente, costruiamo giorno dopo giorno quartieri resistenti e solidali, attraverso la lotta ci prendiamo ciò che ci serve per vivere e non siamo disposti a farci prendere in giro. Le periferie - si conclude il manifesto dei comitati - non saranno il banchetto per speculatori. Prima vengono le vite dei suoi abitanti”. 

Il Giambellino, evidentemente, non porta bene a Beppe Sala, che lunedì sera era nel quartiere con l’assessore all’Urbanistica, Pierfrancesco Maran, e con l’assessore alla Casa, Gabriele Rabaiotti. Già a giugno scorso, il sindaco - che aveva deciso di dare appuntamento a tutti al Giambellino - aveva bagnato la sua prima giunta da inquilino di palazzo Marino con una contestazione. Contestazione che aveva fatto il paio con quella - con teatro sempre il quartiere - avvenuta durante la campagna elettorale

"Siamo ancora in un momento in cui il progetto si può cambiare - le parole del sindaco -. Ma vi prego ascoltate quello che abbiamo da dirvi”. 

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