Coprifuoco, Sala: "A Milano situazione critica, dobbiamo abbassare la curva dei contagi"

Il sindaco di Milano ha parlato della misura proposta dalla squadra di Fontana e approvata dal governo durante un videomessaggio pubblicato su Facebook

Il sindaco Beppe Sala

Non è ancora chiaro quando scatterà ufficialmente il coprifuoco a Milano e in Lombardia: la squadra di Attilio Fontana, che ha avanzato la richiesta al governo (approvata dall'esecutivo), sta scrivendo l'ordinanza ma è probabile che entri in vigore da giovedì 22 ottobre e durerà tre settimane.

Coprifuoco, vale anche per i centri commerciali

Sulla questione è intervenuto anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala durante un videomessaggio pubblicato su Facebook. "È chiaro che nessuno ha bene in testa come funziona la relazione causa-effetto — ha detto Sala —. Cioè: faccio questa azione, ottengo questo risultato. Anzi, sabato pomeriggio sono stato veramente a lungo al telefono con virologi e medici per farmi rappresentare la situazione. Il quadro che ne viene fuori è un quadro molto differenziato. C'è chi dice che dobbiamo convivere con questa pandemia e gestirla passo-passo e chi vede il dramma subito. Spesso deriva dalle caratteristiche umane. Quello che capisco è che chi sta di più al fronte negli ospedali, e sente la pressione dei propri medici e infermieri, è molto più preoccupato perché rivedono i fantasmi di marzo. Ma noi politici, davanti a questo quadro, dobbiamo prendere decisioni. E questa è la decisione che abbiamo preso. Credo che diventi operativa da giovedì, ma Regione Lombardia sta mettendo a punto l'ordinanza e poi osserveremo la situazione e se ciò permetterà di far rientrare questa curva che si sta impennando, con differenza tar alcune città e provincie. A Milano la situazione appare più critica".

«Coprifuoco necessario perché governati da incompetenti»

"È il momento di affrontare le questioni con grande pragmatismo — ha proseguito Sala —. In Comune porteremo rapidamente lo smartworking per i dipendenti al 50 per cento e se servirà anche di più. Qui non c'è nessuna ideologia: quando prima delle vacanze ho fatto quel richiamo al 'ritorniamo in ufficio', l'ho fatto perché vedevo una finestra aperta dal punto di vista sanitario, tant'è vero che ci siamo fatte le vacanze e ci siamo goduti quei momenti. Ora è diverso e quindi bisogna agire di conseguenza".

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