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Parnasi: "Senza di me Sala non correva per il sindaco". Sala su Fb: "Tutto regolare"

50 mila euro dai Parnasi nel 2016 per la campagna elettorale. Il sindaco Sala: "Tutto regolare e tracciato. Non sapevo nemmeno che esistesse questa famiglia"

(Foto Comune di Milano)

«La mia forza è che io alzo il telefono e Sala, che incontra Roberto Mazzei in vacanza, gli dice: "Io sono gratissimo a Luca, perché senza Luca, che all'epoca a Milano non c'era, io non facevo la corsa elettorale"». Scovata da Lillo per il Fatto Quotidiano, l'intercettazione in cui il palazzinaro romano Luca Parnasi (agli arresti con altre otto persone per lo stadio della Roma) dichiara (o millanta?) di essere stato fondamentale per l'elezione di Giuseppe Sala a sindaco di Milano cade come una "bomba" sulla politica meneghina.

Per la seconda volta in pochi giorni la giunta di Milano deve "giocare in difesa" sulle intercettazioni di Parnasi. Che, da imprenditore, era interessato a realizzare il nuovo stadio del Milan: la società di via Aldo Rossi lo aveva "accreditato" e, in forza di questo, lui e alcuni collaboratori hanno incontrato il sindaco e l'assessore all'urbanistica Pierfrancesco Maran. E' andata come è noto a tutti: il famoso «qui non si usa» con cui Maran ha stoppato sul nascere qualunque tentativo di "entratura".

La nuova tegola si riferisce invece al finanziamento della campagna elettorale di Sala nel 2016, quando l'ex manager di Expo vinse contro il centrodestra di Stefano Parisi. E il sindaco affida a Facebook, venerdì 15 giugno, la sua replica al giornalista del Fatto. In tre punti, concisi. Afferma, Sala, di non ricordare una conversazione telefonica con Parnasi, e sottolinea: «E' emerso che, per incontrarmi, ha avuto bisogno di passare attraverso un mio conoscente...».

"Soldi tracciabili e regolari"

Sui soldi della campagna elettorale, il sindaco riferisce che tra i finanziatori c'era Maria Luisa Mangoni, moglie di Sandro Parnasi (padre di Luca e "fondatore" della "dinastia"), che ha contribuito con 50 mila euro tracciabili e riscontrabili nel rendiconto depositato nel 2016 presso la Corte d'Appello. «In campagna elettorale, come ovvio, mi sono rivolto a persone fisiche e aziende che intendevano sostenere la nostra campagna e, altrettanto ovviamente, ho chiesto anche un contributo al principale partito della mia coalizione, ovvero il Partito Democratico. Il Pd nazionale mi ha in parte finanziato direttamente e in parte ha veicolato alcuni suoi finanziatori», scrive il sindaco su Facebook.

"Non sapevo nemmeno chi fosse"

Il sindaco specifica poi: «Nella mia "milanesità" non avevo mai nemmeno saputo dell'esistenza della famiglia Parnasi». Famiglia di immobiliaristi a cominciare da Sandro Parnasi, padre di Luca, che dagli anni '50 ha "firmato" numerose opere edili nella capitale. Tra le ultime, Eurosky Tower e la nuova sede della Città Metropolitana di Roma (all'Eur), nonché la nuova sede della Bnl (a Tiburtina). Ma che non ha mai costruito nulla a Milano. Aveva intenzione però di provarci, di mettere a disposizione del Milan il know how acquisito con il nuovo impianto della Roma in procinto di essere realizzato a Tor di Valle.

«E' più che documentabile - conclude Sala su Facebook - che Parnasi fosse interessato, su incarico del Milan, alla realizzazione dello stadio nello scalo Farini. A questo proposito sia io che l’assessore Maran abbiamo incontrato lui e il suo team. E tutti hanno visto come è andata a finire: proposta respinta».

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