Milano, Sala contro i governatori che chiedono il patentino immunitario: "Me ne ricorderò"

Il sindaco di Milano, senza fare nomi, si è scagliato contro i governatori di Sicilia e Sardegna. Poi Solinas interviene: "Sala taccia"

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala durante una vacanza nel 2019

Uno scontro a distanza. "Stoccate" decise, ma senza fare nomi. Così il primo cittadino di Milano, Giuseppe Sala, ha bacchettato i governatori di Sicilia e Sardegna che da alcuni giorni ipotizzano la necessità di istituire un "patentino immunitario" per i turisti milanesi e lombardi che sbarcheranno sulle loro isole. "Alcuni presidenti di Regione dicono che per i milanesi ci vuole una patente d’immunità? Io però, e parlo da cittadino più che da primo cittadino, quando poi deciderò dove andare per un weekend o per una vacanza, me ne ricorderò", ha detto durante il suo consueto videomessaggio sui social pubblicato nella mattinata di mercoledì 27 maggio.

Il sindaco, inoltre, ha chiesto maggiore chiarezza al governo sulla riapertura della Lombardia: Non ce lo dicano all'ultimo minuto", ma soprattuto "ci spieghino bene i parametri attraverso i quali prenderanno la decisione".

Il numero uno di palazzo Marino ha affrontato anche la questione dell'ultimo giorno di scuola per i ragazzi: "Io sono favorevole, ma decideranno altri — ha spiegato il sindaco —. In ogni caso segnalo che il Land del Baden-Württemberg, uno dei più colpiti dal Covid in Germania, ha commissionato una ricerca sulla diffusione del virus tra i bambini dagli zero ai dieci anni. Ne è venuto fuori che i bambini di quella fascia d’età non sono portatori né diffusori del Covid. Per questo hanno riaperto le scuole sottoponendo, beninteso, a tamponi e test sierologici tutti i bambini, le loro famiglie e gli insegnanti".

Solinas: "Sala stia zitto"

Il governatore della Sardegna Christan Solinas, tirato in ballo, ha risposto piccato a Sala: "Sala in materia di coronavirus dovrebbe usare la decenza del silenzio, dopo i suoi famigerati aperitivi pubblici in piena epidemia. Nessuno ha chiesto improbabili patenti di immunità, ma un semplice certificato di negatività". E il primo cittadino di Milano gli ha risposto ancora diretto: "llustre Presidente Solinas, rispondo con educazione a quanto da lei affermato. Ho parlato a titolo personale, ma non tiro proprio indietro la mano: io non andrei in vacanza laddove fosse richiesto un test di negatività al virus. A parte il fatto che non è così semplice disporre di questi test, penso sia sbagliato discriminare gli italiani per regioni di appartenenza. Milano e la Lombardia saranno sempre terre di libertà e di accoglienza. Ci aspettiamo lo stesso dal resto del Paese".

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