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Martedì, 30 Novembre 2021
Politica Porta Ticinese / Viale Tibaldi

Gioco d'azzardo, De Cesaris: «Non autorizzeremo nuove aperture»

Incontro in zona 5 per spiegare come il comune si comporterà di fronte alle nuove sale giochi a Milano

«La scelta politica di questa amministrazione è di non autorizzare nuove aperture di sale da gioco sul territorio». Lo ha ribadito più volte Lucia De Cesaris, vicesindaco e assessore all'urbanistica, durante la seduta di commissione sicurezza di zona 5, martedì sera. Come ha spiegato il presidente di commissione, Raffaele Magnotta, si è trattato di «togliere alcuni dubbi sulle autorizzazioni per le sale da gioco rilasciate (dalla questura, ndr) successivamente all'entrata in vigore della legge regionale (che ha posto molti limiti a queste aperture, n.d.r.).

In sostanza, la legge regionale già in vigore e il nuovo regolamento edilizio del comune (ancora in fase di approvazione) pongono chiare limitazioni all'apertura di nuovi centri videolottery e sale scommesse, che debbono stare a una distanza minima di 500 metri dai luoghi cosiddetti sensibili (scuole, impianti sportivi, luoghi di culto), rendendo di fatto quasi impossibile l'apertura di nuove attività sul 96% del territorio.

La De Cesaris non ha nascosto il mancato coordinamento tra comune e questura per il rilascio dei permessi. «Al momento stiamo lavorando per rendere preventivo il parere dell'amministrazione prima dell'apertura delle attività, così da bloccare sul nascere qualsiasi commerciante che intenda investire sulle sale da gioco», ha concluso.

Ma il fronte contro la ludopatia non vedrà chiudere le attività di gioco d'azzardo preesistenti alla nuova norma regionale, anche se distanti a meno di 500 metri dai luoghi sensibili. «L'installazione degli apparecchi - ha spiegato il tecnico Marco Porta -  è il momento effettivo da cui decorre il termine per applicare la norma. Per cui, per quelle situazioni eventualmente già autorizzate dalla questura e che non avessero ancora installato le apparecchiature collegandole al sistema nazionale, il comune è autorizzato a intervenire applicando la norma in tutte le sue sfaccettature». Cioè, in sintesi, a bloccare sul nascere le attività. E infine, per quelle già in essere: «Attualmente la regione vieta l'installazione di nuove apparecchiature, ma non la loro sostituzione per manutenzione».

C'è stato spazio anche per l'intervento del "mancato" gestore di una sala giochi in zona piazza Abbiategrasso, che si è visto negare la possibilità di aprire e che ha proposto, in pratica, una 'mediazione' per trovare un punto d'incontro, come la limitazione degli orari di apertura e eventualmente un coinvolgimento di psicologi per prevenire la ludopatia "sul campo". Ma la De Cesaris è stata netta: «A queste cose non credo molto - ha replicato - noi riteniamo la ludopatia un male che va combattuto senza esitazione».

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