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Fondi della Lega, Salvini querela l'ex tesoriere Belsito, ma non Bossi

Insieme a lui sono imputati per appropriazione indebita anche Umberto Bossi e il figlio Renzo, detto 'Il Trota'

Il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini ha querelato l'ex tesoriere della Lega, Francesco Belsito attraverso i suoi legali, depositando l'atto nella cancelleria della Corte d'Appello di Milano. Belsito è imputato nel processo per appropriazione indebita di fondi del Carroccio insieme al fondatore della Lega Nord, Umberto Bossi e a suo figlio Renzo, detto 'Il Trota'. L'accusa di cui tre rispondono è quella di aver utilizzato il denaro del partito per fini privati.

La denuncia presentata da Salvini è indispensabile per celebrare il processo, in quanto per il reato contestato, secondo la nuova normativa del codice penale introdotta dal governo Gentiloni, non si può più procedere d'ufficio. Il limite massimo per presentare la querela, in particolare, era a fine novembre e l'atto è stato depositato il 28 di questo mese.

Qualora la querela non fosse giunta in tempo, il processo si sarebbe chiuso con  la dichiarazione di improcedibilità. Di conseguenza sarebbero state cancellate le condanne inflitte ai tre dal Tribunale nel luglio dell'anno scorso: 2 anni e 3 mesi di reclusione a Umberto Bossi, 1 anno e 6 mesi a Renzo Bossi e 2 anni e 6 mesi a Belsito.

La querela del vicepremier è stata presentata esclusivamente nei confronti di Belsito e non dei Bossi, per i quali, teoricamente, il dibattimento non dovrebbe procedere. Per padre e figlio, pertanto, potrebbe prospettarsi la cancellazione del reato.

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