Salvini: «A Milano vinceremo noi». Sala: «Non gli lascio la poltrona»

Botta e risposta tra il leader della Lega e il sindaco di Milano, dove Salvini ha radunato i partiti sovranisti europei

Foto Paola Miola/Instagram

Nel giorno in cui Matteo Salvini, leader della Lega e vice premier, ha radunato all'Hotel Gallia di Milano alcuni partiti sovranisti europei in vista delle elezioni europee del 26 maggio, si è innescata una polemica col sindaco della città Beppe Sala. Che, nei giorni scorsi, aveva accusato il leader del Carroccio di avere invitato a Milano «cattive compagnie», riferendosi al partito tedesco Alternative fur Deutschland (con Jorg Meuthen), al partito danese Dansk Folkeparti (con Andres Vistisen) e al partito finlandese The Finss Party (con Olli Kotro).

«Non ho cattive compagnie al tavolo», ha replicato Salvini lunedì mattina al Gallia: «Le cattive compagnie sono quelle che hanno governato l'Europa immagini questi decenni. Sono orgoglioso delle compagnie che saranno sempre più numerose i prossimi anni». A chi gli chiedeva poi delle comunali del 2021, ha risposto: «Le vinceremo, ma non è una mia preoccupazione di oggi».

Pronta la replica del primo cittadino: «Fa bene a mettere gli occhi su Milano perché è "tanta roba" in questo momento storico ed ha un'immagine positiva. Ma io non farò un passo indietro: a Salvini non lascio la poltrona». E poi: «Da Salvini mi divide profondamente l'idea della società. Io sono per una società aperta che fa fatica nell'integrare, che si prende i suoi rischi ma dalla valorizzazione delle differenze tira fuori un modello vincente. Salvini propone una ninna nanna collettiva e dice: 'vi metto sicuri, ma stiamo belli chiusi'. Ma è una ninna nanna non realistica».

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Infine Sala ha rimarcato che «i milanesi devono scegliere se continuare a promuovere un modello aperto o se hanno nostalgia di una città chiusa e che parla a sé stessa. E' una differenza politica profondissima, la parola ai milanesi».

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