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San Donato: sul futuro della "Campagnetta" è scontro nel centrodestra

Servirebbero 12 milioni di euro per realizzare al posto dell'ex canale navigabile nominato "Campagnetta" il parco attrezzato voluto dal comitato dei cittadini. Una cifra che il sindaco Dompè definisce: "Al di fuori delle possibilità del bilancio comunale". Ed è scontro nella maggioranza

Dopo aver unito due partiti agli antipodi come Rifondazione Comunista e Lega Nord, il futuro dell’ex canale navigabile di San Donato Milanese rischia di spaccare la maggioranza di centrodestra e fa vacillare le alleanze che nell’aprile 2008 hanno portato l’attuale sindaco Mario Dompè al vertice dell’amministrazione comunale.

Su quest’area, che tutti i sandonatesi chiamano “Campagnetta”, pesa la volontà dei proprietari di renderla edificabile, nonostante le proteste dell’agguerrito comitato “Giù le mani dalla Campagnetta”, che da tempo si batte per una trasformazione della zona in parco attrezzato, come vorrebbe lo stesso Piano regolatore vigente.

Sul numero di novembre del mensile municipale SDM, è proprio il sindaco Dompè a impugnare la vicenda e, con un gioco di parole, a denunciare l’esistenza di una «Campagnetta mediatica e demagogica», che da mesi tenta di «creare dissenso nei confronti della nostra amministrazione». E precisa: «a differenza di quanto riportato dai giornali, nulla è ancora stato deciso su quest’area». Pur non avendo ancora concertato misure certe, il sindaco tiene però a ricordare che una messa a verde della Campagnetta comporterebbe una spesa per il Comune di 12 milioni di euro, «investimento assolutamente al di fuori delle possibilità del bilancio comunale». Dato economico che non è sfuggito alla stampa locale. La settimana scorsa, L’eco di Milano in un articolo titolato “Campagnetta addio?” scriveva che l’amministrazione per un tale esborso «verrebbe accusata di essere spendacciona e finirebbe nel mirino della Corte dei Conti».

L’atteggiamento dilatorio di Dompè non trova però d’accordo l’intera maggioranza di centrodestra. Con una mozione che si va ad aggiungere a quella depositata in luglio da Massimiliano Mistretta di Rifondazione, due consiglieri leghisti, Vigorelli e Lusardi, assieme al “dissidente” pidiellino Manolo Lusetti, hanno infatti chiesto alla giunta che la Campagnetta venga preservata dalla cementificazione.

«Alcuni politici hanno usato l’argomento per interessi che non coincidono con quelli delle centinaia di persone coinvolte nella protesta», conclude Dompè. C’è da chiedersi se il suo affondo non chiami in causa, oltre alla minoranza di sinistra, anche qualche esponente della propria parte politica.

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