Giunta regionale, la Sardone durissima contro Forza Italia: "Delusa, il partito ignora il merito"

Un post al vetriolo per la "pasionaria" di Fi che sembra far presagire un divorzio dal partito. Intanto Giovanni Toti la difende

Silvia Sardone dopo la proclamazione degli eletti in consiglio regionale (Fb)

Critiche dall'opposizione per la giunta regionale varata il 29 marzo dal neo eletto presidente Attilio Fontana, ma anche da un'esponente della maggioranza, e non una qualunque: la donna più votata il 4 marzo tra i consiglieri, seconda in assoluto dopo il collega di partito Giulio Gallera. Parliamo di Silvia Sardone, in politica (in Forza Italia) da quand'era adolescente.

Più di 11 mila preferenze ma la "pasionaria" del quartiere Adriano, approdata dal consiglio di Zona 2 al consiglio comunale e ora al Pirellone, è stata esclusa all'ultimo momento dalla giunta. Tutti davano per certo un assessorato per lei, proprio per i voti conquistati, e tutti le attribuivano anche una casella precisa, quella del lavoro e della formazione professionale, suo campo naturale viste le esperienze lavorative.

Giunta Fontana: tutti gli assessori

Le è stata preferita un'altra donna di Forza Italia, Melania Rizzoli (vedova dell'editore Angelo), già deputata "azzurra" e il 4 marzo non rieletta alla Camera. Medico chirurgo con un certo successo per i suoi libri divulgativi, ad esempio sulle patologie neoplastiche ("Se lo conosci lo eviti"). Un alto profilo, su questo non c'è dubbio. Ma che non basta a placare l'ira di Silvia Sardone, che dopo qualche ora dalla presentazione della giunta ha scritto un post al vetriolo su Facebook. Che all'inizio si intitolava "Delusa da Forza Italia" e poi è stato cambiato in "delusa da partito che ignora merito". 

Il testo sembra far presagire un possibile divorzio da Forza Italia, definito un partito "sempre meno attrattivo, incapace di valorizzare il merito". Sardone si dice delusa per avere appreso "da nessun rappresentante di Forza Italia di non far parte della squadra di governo del presidente Fontana, come dato per certo da tutti". All'ultimo momento qualcuno, dalla Regione, le ha telefonato per dirle di non presentarsi in quanto non era tra gli assessori, ma nessuno del partito le avrebbe comunicato l'esclusione: "Un modo d'agire - continua - che mi impedisce di conoscere con quali criteri sia stato penalizzato chi, come me, è risultata la donna più votata di tutta la Lombardia".

Sardone ricorda poi l'impegno personale per conquistare Sesto San Giovanni (il cui sindaco è il marito Roberto Di Stefano, per la prima volta un sindaco non di sinistra) e le migliaia di preferenze personali nelle periferie di Milano e nella stessa Sesto (quasi 3 mila). E ora? "Continuerò - conclude il post - a sostenere il centrodestra e il presidente Attilio Fontana". Una frase, anche questa, che potrebbe far pensare ad un abbandono del partito.

Ma nei corridoi della politica milanese tutti si interrogano sulla ragione dell'esclusione. Nel mese di marzo la Corte dei Conti ha prodotto un "invito a dedurre" nei confronti della Sardone per un presunto danno erariale di 244 mila euro che risale a quando la politica era presidente dell'Afol Metropolitana (l'agenzia di formazione e lavoro della vecchia Provincia di Milano). Avrebbe nominato un direttore generale senza i titoli necessari.

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Lei, però, ha replicato di avere già chiarito dal punto di vista giudiziario e che la magistratura contabile, ora, le ha solo chiesto di produrre una documentazione a sostegno della propria posizione. Insomma, un elemento che pare non sufficiente a giustificare l'esclusione. Intanto la Sardone conquista un difensore "eccellente". E' Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria ed esponente di primissimo piano di Forza Italia. Che commenta così, su Facebook, l'esclusione della Sardone: "Se prendere oltre 11 mila preferenze, se essere la donna più votata in Lombardia e arrivare secondi nella lista, se espugnare la roccaforte rossa di Sesto San Giovanni non basta per meritarsi un posto nella giunta regionale, difficile dire cosa siano il merito, la militanza, l'impegno e la partecipazione in Forza Italia. Ma chi è nel nostro partito che odia tanto gli elettori?".

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