Scali ferroviari, consiglio comunale "inchiodato" sulla nuova delibera

Seduta fiume: probabilmente durerà più di 24 ore

Seduta "fiume" (foto Paola Bocci, Fb)

Seduta fiume sugli scali ferroviari. I consiglieri comunali sono in aula a mezzogiorno e mezza di venerdì 18 dicembre, dalla sera precedente, dopo l'approvazione (col voto determinante del sindaco Giuliano Pisapia) dell'anticipazione della discussione rispetto ad altre delibere.

Riassunto delle puntate precedenti. L'accordo di programma tra comune e Rfi sulla riqualificazione degli scali ferroviari è stato bocciato dal consiglio comunale con defezioni nella maggioranza e immediatamente riproposto dalla giunta. Questa decisione ha provocato polemiche fortissime, con il presidente d'aula Basilio Rizzo (Sinistra per Pisapia, contrario alla delibera) che senza mezzi termini ha parlato di «annientamento del consiglio comunale», in riferimento al fatto che non viene appunto rispettato il voto contrario ma si va avanti lo stesso.

Giovedì 17 dicembre Giuliano Pisapia ha spiegato di voler invece accogliere la contrarietà dei consiglieri, ma allo stesso tempo di continuare a ritenere indispensabile questa delibera, e ha invitato i consiglieri di maggioranza e di opposizione a trovare i miglioramenti da apportare e poi votarli insieme. Un'apertura non sufficiente per il centrodestra, che ha messo in atto l'ostruzionismo annunciato.

Contrari all'accordo sugli scali ferroviari, oltre all'opposizione, anche i due consiglieri di Sinistra per Pisapia (Anita Sonego e Basilio Rizzo), il radicale Marco Cappato, il socialista Roberto Biscardini e l'ex Italia dei Valori Raffaele Grassi. Diversi però i motivi del disaccordo: per il centrodestra il progetto è sbagliato perché contiene troppo poca volumetria e fa "sparire" la cosiddetta Circle Line (linea ferroviaria circolare periferica), mentre per il Movimento 5 Stelle e l'estrema sinistra perché non prevede abbastanza verde pubblico e manca di una visione d'insieme, inoltre rappresenterebbe un 'regalo' alle speculazioni immobiliari.

Gli oppositori dell'accordo sugli scali ritengono anche che la procedura di riproporre la stessa delibera appena bocciata non sia regolare e chiedono il ritiro della delibera da parte del sindaco di Milano.

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