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Scali ferroviari tra Circle Line, parchi e oasi: il consiglio comunale dice sì

Approvato da Palazzo Marino l'accordo con Ferrovie dello Stato

Il sì alla riqualificazione degli scali ferroviari

Via libera del consiglio comunale di Milano al recupero degli scali ferroviari. L'accordo tra Comune e Ferrovie dello Stato è stato approvato con 34 voti a favore e 4 contrari. Festeggia su Facebook l'assessore all'urbanistica Pierfrancesco Maran: «Significa 65% di verde negli scali, 200 mila metri quadri di connessioni ecologiche lungo i binari, 30% di volumetrie per edilizia sociale e convenzionata, 97 milioni per la Circle Line Ferroviaria. La Milano del 2030».

Video | Scali ferroviari, c'è la firma

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Si tratta, complessivamente, di più di un milione e 250 mila metri quadri, di cui 67 mila saranno destinati ad aree verdi e spazi pubblici.

Lo Scalo Farini ospiterà il terzo parco più esteso della città, mentre San Cristoforo sarà interamente trasformato in una oasi naturalistica di 140 mila metri quadri. La nuova Circle Line del Passante Ferroviario sarà finanziata con 97 milioni di euro, che serviranno a realizzare quattro nuove stazioni: Tibaldi, Romana, Dergano e Stephenson, oltre ad adeguare quelle già esistenti.

Scali ferroviari: le nuove costruzioni

Capitolo edificazioni: l'accordo prevede un indice di edificabilità medio dello 0,65. Almeno il 30% (di cui 40% in locazione) del costruito sarà destinato ad housing sociale (23%, compresi circa 370 alloggi a canone sociale) ed edilizia convenzionata ordinaria (7%), mentre il 32% delle volumetrie complessive saranno destinate a funzioni non residenziali. La quota massima prevista per la realizzazione di edilizia residenziale libera è limitata al 38% dell’edificabile.

Scali ferroviari: le "vocazioni funzionali"

Ma nell'accordo sono presenti anche "vocazioni funzionali" per i singoli scali, a prescindere dalle volumetrie generiche. Si è già detto di San Cristoforo, che si trasformerà in una oasi naturalistica. Si è già detto di Farini, che sarà "dominato" dal grande parco. Quanto a Porta Genova, si prevedono funzioni legate a moda e design, vista anche la vicinanza con la "Zona Tortona" e i suoi dintorni. 

Gli scali di Lambrate e Greco, vicini a Città Studi e alla Bicocca, avranno vocazione universitaria, mentre Porta Romana sarà dedicata alla cultura e all'agricoltura innovativa. Gli investimenti legati all'urbanizzazione delle aree ammontano a 214 milioni, di cui 133 per oneri di urbanizzazione e 81 milioni per extraoneri (opere di accessibilità e riconnessione delle aree).

Scali ferroviari: le reazioni politiche

«Grande soddisfazione per l’accordo sugli scali ferroviari appena votato, anche in anticipo sui tempi, dalla maggioranza compatta in consiglio comunale». Così, immediatamente dopo il voto, Pietro Bussolati, segretario metropolitano del Partito Democratico, mentre in uno di questi scali (lo Scalo Farini) è in corso la festa del partito.

Nettamente diversa l'opinione del Movimento 5 Stelle, il cui capogruppo Simone Sollazzo definisce «una gravosa ipoteca per il futuro di questa città» l'approvazione dell'accordo. Secondo Sollazzo, «la giunta Sala è riuscita a sottrarre definitivamente a Milano e ai milanesi la disponibilità di quasi 1 milione e 250 mila metri quadri di suolo. I milanesi possono dire addio alla speranza di una città più verde e un'aria più sana e salubre», parlando poi di «decine i inutili torri» che sorgeranno «nei prossimi trent'anni».

Ricordano i «nove mesi di ascolto dei cittadini tra commissioni consiliari aperte e assemblee nei Municipi» Bruno Ceccarelli e Carlo Monguzzi, entrambi Pd, presidenti delle commissioni urbanistica e verde a Palazzo Marino. «Con tutti i limiti e i miglioramenti possibili, è stata la più grandiosa forma di partecipazione che il Comune di Milano abbia mai messo in atto», proseguono i due esponenti dem: «Questo accordo da domani verrà citato come esempio dalle altre città europee».

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