Giovedì, 17 Giugno 2021
Politica

Bufera sulla vendita Sea, bando su misura per Gamberale?

Un'intercettazione dei magistrati toscani, anticipata da "L'Espresso", mette il dubbio che la vendita del 29,72% di Sea fosse "su misura" per il fondo F2i, aggiudicatario e unico partecipante all'asta. Il Pdl: "Commissione d'inchiesta"

L'assessore Tabacci

Bufera sulla Sea. Mentre si discute l'ipotesi di vendere un'altra "tranche" dopo il bando che ha decretato l'acquisto (per il 29,72%) da parte del fondo F2i di Vito Gamberale, "L'Espresso" rivela l'esistenza di una intercettazione telefonica in cui lo stesso Gamberale si sarebbe compiaciuto di un bando scritto "su misura".

L'intercettazione era stata predisposta dai magistrati toscani nei confronti dell'interlocutore di Gamberale per un'altra vicenda. E' secretato il nome, ma si tratterebbe di una personalità lontana da Palazzo Marino ma con "entrature" nell'alta dirigenza del Partito democratico. I magistrati toscani, sentite le frasi, hanno immediatamente trasmesso alla procura di Milano le carte. E in effetti la procura ha aperto un'inchiesta senza ipotesi di reato, come da prassi.

La cosa sembra inquietante: Gamberale avrebbe infatti chiesto rassicurazioni sul bando che - all'epoca - era in fase di scrittura, addirittura raccomandandosi che non ci fossero "sorprese". Così almeno riporta il settimanale. E avrebbe anche ricevuto tranquillizzazioni in merito. Poi, come è noto, il 16 dicembre il fondo F2i si assicurò l'acquisto di Sea offrendo un euro in più della base d'asta. I concorrenti indiani non vennero ammessi per un ritardo di qualche decina di minuti.

Il procuratore capo, Edmondo Bruti Liberati, non ha rilasciato dichiarazioni sull'evoluzione dell'inchiesta, affermando soltanto che "non c'è stata un'archiviazione". Ma evidentemente queste parole non sono sufficienti, perché tutto fa pensare a una vera e propria turbativa d'asta. L'anticipazione del settimanale si è comunque trasformata in una bagarre in aula a Palazzo Marino. Il Popolo della Libertà chiede, con il suo capogruppo Masseroli, che venga subito avviata una commissione d'inchiesta interna al consiglio comunale, mentre la Lega nord esige che lunedì si parli di Sea: "Altrimenti - chiosa Salvini - bloccheremo i lavori d'aula".

L'assessore Tabacci prova a difendere il bando ricordando che l'iniziale proposta di F2i riguardava la vendita di parte di Sea (il 20%) e parte di Serravalle, e la giunta aggiunse nel bando l'alternativa della sola Sea per il 29,75% (le due possibilità avevano lo stesso valore economico). Tabacci chiosa affermando che "F2i aderì a una proposta diversa da quella avanzata originariamente dallo stesso fondo". Fin qui Tabacci, ma occorre dire che, appunto, se F2i aderì alla seconda possibilità è perché a Gamberale interessava molto di più avere più Sea e niente Serravalle che non entrambe ma a quote inferiori. Non ci si deve dimenticare che Gamberale controlla già altri due aeroporti in Italia.

Il centro-sinistra difende il lavoro sul bando. Per Carlo Monguzzi (Pd) i consiglieri di maggioranza hanno lavorato con onestà: "Vedremo se qualcuno ha millantato accordi in altre sedi". Intanto Sea è ancora d'attualità. Nelle ultime settimane la maggioranza sta discutendo se vendere o non vendere altre quote. Tra chi, come l'assessore Tabacci, vorrebbe farlo per rilanciare gli investimenti e chi, come alcuni esponenti del Partito democratico, per coprire le spese correnti in modo da evitare altre tasse dopo l'addizionale Irpef e l'aumento dei biglietti del tram.

Basilio Rizzo, della Federazione della sinistra e presidente del consiglio comunale, si dichiara contrario a vendere altre quote. Afferma: "Se si vende un'altra quota, si dovrà vendere oltre il 30%, altrimenti F2i partirebbe avvantaggiato (avendo il 29,72%, n.d.r.). Ma per fare questo, devono passare sul nostro corpo". Rizzo non era d'accordo sulla vendita già all'epoca, come aveva spiegato a MilanoToday.

Il sindaco Pisapia, interpellato sull'argomento, ha ribadito di "essere tranquillissimo". 

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