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Martedì, 7 Dicembre 2021
Politica Barona / Via Franco Tosi

Apre nuova sede Fiamma tricolore, è tensione: "Continuità con Repubblica Sociale"

Tensione e schermaglie con le forze dell'ordine in via Tosi per l'apertura di una nuova sede di Fiamma Tricolore. Il segretario Romagnoli: "E' continuità con Repubblica sociale"

Tra eco di canzonette del Ventennio e sventolio di bandiere di partito o con la croce celtica è stata inaugurata in mattinata una nuova sede a Milano della Fiamma Tricolore-Destra Sociale. Il locale si trova in uno scantinato in via Tosi, nel quartiere popolare della Barona, dove è stato organizzato un presidio di protesta di Anpi e Cgil. Non sono mancati momenti di tensione con qualche tafferuglio con le forze dell'ordine.

All'interno della sede, comunque, l'inaugurazione si è svolta come previsto. In una trentina si sono presentati per ascoltare l'intervento del segretario nazionale Luca Romagnoli e del proprietario dello spazio, nonché segretario provinciale del partito, l'avvocato Gabriele Leccisi. Il figlio di Domenico, che fu deputato Msi e autore del trafugamento della salma di Mussolini, ha annunciato "la resurrezione a Milano della vera Fiamma Tricolore che segna la continuità con la Repubblica sociale".

Per Leccisi la crisi economica aiuterà i militanti a "riconquistare le posizioni perse. Andremo in tutti i quartieri della città"... Nella sede, uno stanzone senza finestre, ma con bancone bar, le librerie stracolme dei più diversi volumi, tavoli e sedie, non mancano bandiere e gadget che rimandano al Fascismo. Dalle bandiere con aquila e fascio agli stickers con scritte come 'Boia chi molla', 'Me ne frego', 'Credere obbedire combattere' scritto sotto il volto del Duce e una t-shirt 'L'Italia agli italianI".

E ci sono stati momenti di tensione al presidio, organizzato da Anpi e Cgil, indetto per protestare contro l'apertura di una sede della Fiamma Tricolore ina Tosi, a poca distanza dal luogo della manifestazione. Gruppi antifascisti e forze dell'ordine sono entrati in contatto quando il presidio ha deciso di muoversi in corteo il quartiere (un centinaio di persone). Dopo una lunga trattativa, al rifiuto di concedere il permesso di muoversi, i manifestanti hanno comunque provato a partire. A quel punto sono avvenute due-tre brevi schermaglie con le forze dell'ordine sul posto.

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