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Cileno ucciso, "si rivedranno compiti polizia locale". Spunta l'altro fuggitivo

Sel chiede a Mastrangelo un "passo indietro". Il ministro Cancellieri: "Rivedere i compiti polizia locale è una priorità". L'altro fuggitivo (che era insieme al cileno ucciso) si mette in contatto con gli inquirenti

E' passato poco più di un mese dalla morte di Nicolò Savarino, quando un suv guidato da un ragazzo nomade uccise il vigile urbano. Dopo la rabbia e la commozione, ora fa discutere il ruolo della polizia locale a Milano dopo quanto accaduto lunedì scorso a Crescenzago, quando un agente ha ucciso con un colpo di pistola un ragazzo cileno in fuga. E nelle ultime ore, il fuggitivo che era con l'uomo rimasto ucciso si sarebbe messo in contatto con gli inquirenti per dare la propria versione.

Si sta ancora indagando per capire la dinamica dei fatti (i primi accertamenti balistici indicano che il colpo è stato sparato da molto vicino), ma c'è già chi chiede una riorganizzazione delle forze dell'ordine (che presto, stando alle parole del ministro Cancellieri, sarà presa in esame dal governo) affinchè episodi come questi non si verifichino più. Su tutti, il coordinatore provinciale di Sel, Daniele Farina: "Come molti altri anche Sinistra Ecologia Libertà ritiene maturo il tempo di una riorganizzazione della Polizia municipale che ne recuperi la missione e la tradizione, largamente stravolte in questi anni. Sel ritiene necessario che questo processo passi per lo scioglimento di buona parte dei cosiddetti "nuclei speciali", trattandosi di organismi incomprensibilmente duplicanti funzioni già esistenti nell'organizzazione del Corpo".

Farina chiede che ci sia un nuovo coordinamento tra Polizia locale e forze dell'ordine statali, e poi attacca, con quella che ha tutta l'aria di una richiesta di dimissioni, il comandante della polizia locale Tullio Mastrangelo, al quale il partito chiede "di fare un veloce passo indietro al fine di facilitare il processo di riorganizzazione e la nomina di un nuovo vertice della Polizia municipale che si avvalga anche delle competenze e delle professionalità ben presenti all'interno del Corpo".

Sul caso del ragazzo cileno ucciso da Alessandro Amigoni, Sel spiega in modo duro: "È compito della Magistratura appurare lo svolgimento dei fatti e le responsabilità, che paiono tuttavia logica conseguenza della cultura e delle modalità organizzative che le precedenti amministrazioni hanno inoculato per anni in specifici settori della Polizia municipale".

E per chiudere, la stilettata all'opposizione, responsabile di  "alcune dichiarazioni aberranti rilasciate da esponenti locali e nazionali del centrodestra su questa tragica vicenda, ben vedendo che dietro l'ideologica cantilena sulla sicurezza dei cittadini, negli scorsi anni si è in realtà lavorato a spron battuto per il suo esatto contrario".

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