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La Regione Lombardia prende il controllo di Autostrada Pedemontana (e cede Serravalle a Fnm)

Operazione "lampo" con un emendamento della giunta all'assestamento di bilancio. Le proteste delle opposizioni

La Regione Lombardia cede a Fnm (Ferrovie Nord Milano) quote di Serravalle, la società di gestione dell'autostrada Milano-Genova e delle tangenziali milanesi, per un valore di 519 milioni di euro, 3,50 euro ad azione, e contemporaneamente procede ad un aumento di capitale della società Autostrada Pedemontana per 350 mila euro. 

Lo stabilisce un emendamento all'assestamento di bilancio presentato dall'assessore al bilancio Davide Caparini (Lega) e approvato dal consiglio regionale tra le proteste delle opposizioni, che lamentano la scarsa trasparenza e l'assenza totale di un dibattito nel merito della questione, e che per questo non hanno partecipato al voto.

Marco Fumagalli, consigliere del Movimento 5 Stelle, ha ripercorso le tappe e in particolare la richiesta di audizioni di Fnm e Pedemontana in commissione bilancio, andata a vuoto, mentre Pietro Bussolati del Pd ha rilevato che nessuno avrebbe illustrato come sia stato valutato il prezzo per azione, e che adesso "non si conoscono nemmeno le nuove composizioni azionarie".

Con l'operazione, l'autostrada Pedemontana di fatto entra nelle competenze del solo ente regionale, che ne diventa il maggiore azionista grazie alla ricapitalizzazione da 350 milioni. Si tratta di un'autostrada che ha necessità di ingenti risorse per essere completata. Inoltre la Regione ha ceduto l'intera sua quota di Serravalle (82,4%) a Fnm, che così diversificherà i suoi ricavi rispetto alla sola ferrovia. Secondo una nota ufficiale di Fnm, l'operazione consente tra l'altro di creare "il primo polo infrastrutturale in Lombardia basato su una gestione integrata della mobilità ferroviaria e stradale, con conseguente ottimizzazione dei flussi, potenziamento della mobilità sostenibile e sviluppo di economie di scala nell’ambito degli investimenti in tecnologie e innovazione".

Per Claudia Maria Terzi, assessore regionale ai trasporti, si tratta di "un intervento che, al di là degli aspetti economico-finanziari, assume notevole rilevanza perché consente di realizzare in Lombardia un modello infrastrutturale che integra in maniera forte e importante la mobilità su ferro a quella su strada”. 

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