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Servizio civile, 35 mila italiani (e 2.300) lombardi aspettano due mesi di compensi arretrati

Motivo, il nuovo premier Gentiloni ha aspettato due mesi per assegnare la delega governativa e i pagamenti si sono "bloccati"

Paolo Gentiloni (ANSA/Giusepe Lami)

Scoppia il caso dei volontari impiegati nel servizio civile. A quanto pare, il governo è in ritardo nella liquidazione del compenso, che viene erogato direttamente dall'Ufficio nazionale per il servizio civile con accreditamento su conto corrente: «Di norma - si legge sul sito web ufficiale - entro il mese successivo a quello di riferimento».

Si parla di 433,80 euro al mese, che possono fare la differenza per i giovani che dedicano un anno della loro vita all'impegno nel volontariato, spesso con ruoli delicati come l'assistenza a disabili o anziani. Il ritardo ha fatto infuriare le regioni del nord, ma in tutto il Paese sono circa 35 mila (oltre 2.300 in Lombardia) le persone che, da fine gennaio, aspettano invano l'accredito. Ormai si parla quindi di due mensilità arretrate.

La ragione del ritardo è una semplice "dimenticanza". Da quando è in carica, il presidente del consiglio Paolo Gentiloni ha aspettato oltre due mesi per assegnare la delega alle politiche giovanili e al servizio civile, finendo poi con l'assegnarla (il 20 febbraio) ad Alessandra Gasparri, diventata capo dipartimento della gioventù e del servizio civile nazionale. E dal 20 febbraio c'è stato troppo poco tempo per riprendere i pagamenti.

Naturalmente, la delega era in capo al presidente del consiglio fino alla nomina, ma è chiaro che il presidente del consiglio non riesce a sovrintendere a tutte le deleghe con la necessaria puntualità. Ora che però la nomina è stata effettuata, i pagamenti dovrebbero riprendere regolarmente.

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