Misure antismog: a Milano stop al fumo nei parchi, ma porte aperte nei negozi in inverno

Ecco cosa prevede il testo che nei prossimi giorni sarà al vaglio del consiglio comunale

Ci sono mille motivi (tutti validi) per vietare il fumo nei parchi di Milano. E da ex fumatore mi piace anche l'obiettivo di una città smoking free entro il 2030. Ma trovo profondamente sbagliata l'idea di fondo con cui la giunta Sala porta avanti questa battaglia.

Partiamo dall'inizio: la misura (giusta, a mio modo di vedere) è contenuta nel regolamento per la qualità dell'aria che è stato esaminato dalla Commissione Ambiente di Palazzo Marino nella giornata di mercoledì 28 ottobre. Si tratta di una bozza: ha ricevuto il via libera della giunta ma adesso deve affrontare il turno del consiglio comunale. In breve: può ancora essere emendata e quindi migliorata. Il documento ha come fine ultimo quello di migliorare la qualità dell'aria di Milano, una vera e propria necessità dato che le concentrazioni di inquinanti all'ombra della Madonnina non sono affatto modeste. Ma scorrendo il documento ci si accorge che le soluzioni per cercare di cambiare veramente la situazione sono state posticipate. La squadra di Sala ha deciso di partire da un miglioramento minimo, rimandando agli anni prossimi (e alla futura amministrazione) le questioni principali.

Non si potrà fumare nei parchi della città ma in pieno inverno i negozi di Milano potranno tenere le porte completamente spalancate, basta che siano dotati di "lame d'aria". Il provvedimento che impediva ai negozi di tenere chiuse le porte — risparmiando anche energia — è stato rimandato al 1° gennaio 2022 (in realtà doveva entrare in vigore il 1° giugno 2020). Non ci vuole molto a capire che una caldaia costantemente in funzione immetta nell'atmosfera più particelle inquinanti delle centinaia di sigarette che vengono fumate simultaneamente in città.

E sempre in tema di caldaie non verranno bandite quelle a gasolio — secondo alcune stime pare ce ne siano oltre mille ancora in funzione a Milano. Gli impianti di riscaldamento più inquinanti verranno messi alla porta solo il 1° ottobre 2022. Infine le pizzerie di Milano dovranno bruciare legna più secca (e quindi meno inquinante) solo dal 1° ottobre 2023.

Cercare di migliorare la qualità dell'aria di Milano partendo dal fumo delle sigarette è come iniziare una dieta rinunciando ogni primo novembre alla cassuela. È un miglioramento, certo, ma completamente marginale e forse completamente privo di senso. È solo buonsenso vietare le il fumo vicino alle fermate dei mezzi pubblici, nei parchi, nelle aree attrezzate per gioco, sport e attività per bambini, nelle aree cani, sugli spalti delle strutture sportive e nei cimiteri. Nulla di più.

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