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Lo spazio comunale a Milano assegnato ai neofascisti

L'associazione Bran.Co, vicina a Lealtà e Azione, ottiene la preassegnazione di uno spazio al Gallaratese. Furibondo Zambelli, presidente del Municipio 8: "L'amministrazione chiarisca da che parte sta. Antifascismo si fa vivere ogni giorno e non a parole"

"L'amministrazione chiarisca subito da che parte sta". E' durissimo Simone Zambelli, presidente del Municipio 8 di Milano (maggioranza di centrosinistra), rivolgendosi alla giunta comunale (stessa maggioranza). Cos'è successo? Semplice: è stata pubblicata la graduatoria di assegnazione di alcuni spazi comunali ad associazioni. E per via Appennini 167, zona Gallaratese, l'unico partecipante (e quindi al momento assegnataria "in pectore") è l'associazione Bran.Co. "E' legata al movimento neofascista Lealtà e Azione", denuncia Zambelli ricordando che l'ispiratore è Leon Degrelle, "iniziatore del pensiero negazionista, noto antisemita e criminale di guerra". 

Un pasticcio per il presidente del Municipio, che peraltro si candiderà alle elezioni comunali nella Lista Civica di Beppe Sala: "Da molti mesi - scrive su Facebook - ho comunicato a chi ha competenza tale pericolo e ho chiesto di prendere i provvedimenti più opportuni, perché è inaccettabile che tale realtà si insedi in spazi comunali, per altro nel già delicato quartiere Gallaratese. La risposta ad oggi è questa. E per me non va per nulla bene". Zambelli ricostruisce che "sono più o meno due mesi che parlo della questione con l'assessore alla casa Gabriele Rabaiotti (candidato anche lui nella Civica del sindaco, n.d.r.). Ho proposto alcune soluzioni ed ero in attesa di una risposta. La risposta non è arrivata ma oggi è uscita la graduatoria. Sono stato al telefono con lui e mi ha detto che non sapeva che fosse uscita".

Non è detto tuttavia che Bran.Co effettivamente diventi assegnataria dello spazio, anche se è l'unica ad avere partecipato. Secondo Enrico Fedrighini (consigliere comunale e, tra l'altro, terzo futuro candidato nella Civica del sindaco in questa vicenda), "l'associazione ha passato la graduatoria provvisoria sul progetto, ora inizia l'esame sul soggetto proponente. C'è da rivedere alcuni aspetti del regolamento (inserendo già in fase di valutazione del progetto l'analisi del soggetto proponente, cosa che oggi viene fatta in un secondo momento) più che altro per evitare contenziosi. Ma non passano, di sicuro". Secondo Fedrighini, "nessuna associazione neofascista - indipendentemente dagli atti che sottoscrive - userà spazi comunali".

Uno dei prossimi passaggi sarà la firma della dichiarazione di antifascismo, necessaria proprio per ottenere spazi pubblici. Un passaggio che, però, attualmente, è successivo alla pubblicazione del bando e preventivo all'assegnazione effettiva dello spazio con contratto. La dichiarazione di antifascismo è stata introdotta dal Comune di Milano nel mese di gennaio del 2018 proprio per evitare che associazioni di stampo estremista, razzista e/o antisemita possano trarre qualche beneficio dall'amministrazione comunale.

Ma Zambelli vuole 'certezze' e chiede una presa di posizione immediata della giunta milanese: "L'antifascismo e i valori della libertà si fanno vivere ogni giorno, nei quartieri e non a parole".

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