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Statale chiusa per assemblea non autorizzata, le polemiche

Il sindaco: "Prima di entrare in casa d'altri bisogna chiedere il permesso"

Polemiche sulla chiusura della Statale (foto Francesca R., Fb)

Le polemiche sulla Statale chiusa per tre giorni a causa dell'annunciata (e non autorizzata, perché tra l'altro nessuno ha chiesto autorizzazioni) assemblea dei No Expo, che si sarebbe svolta sabato mattina, non finiscono.

Gli antagonisti intanto hanno occupato l'ex teatro Derby di via Mascagni, ironia della sorte adiacente ad un'altra sede della Statale (quella di scienze politiche).

La chiusura era stata decisa dal rettore Gianluca Vago ma con l'intesa del prefetto e del questore. La decisione, improvvisa, aveva ovviamente preso alla sprovvista - venerdì mattina - studenti, docenti e ricercatori, con inevitabili disagi: biblioteche inaccessibili, lezioni sospese, esami trasferiti altrove (anche in via Celoria, a Città Studi).

REAZIONI/ LA POLITICA - Contro la chiusura si era espresso, nella giornata di venerdì, Luca Gibillini, consigliere comunale di Sinistra ecologia e libertà. "Non si chiudono le università per paura di un incontro pubblico. Neanche se grande, neanche se di conflitto. L'università è il luogo del confronto, oltre che dello studio. Si tratta di un eccesso di zelo da cancellare", aveva dichiarato. Pronta la replica di Manfredi Palmeri, capogruppo del Polo dei Milanesi: "Sel deve accettare l'evidenza che la scelta non è stata fatta per impedire il confronto, ma per impedire la violenza", ha dichiarato Palmeri. "C'era il rischio di occupazione dell'università".

REAZIONI/ IL RETTORE - Gianluca Vago ha parlato di "problema tecnico" per giustificare la comunicazione troppo a ridosso della chiusura, ma ha difeso la scelta. "Non era una semplice assemblea, ma un gruppo di persone, ormai prevalentemente esterne alla Statale, che da sempre occupa le aule senza chiedere permesso, sistematicamente senza rispettare le regole", ha affermato il rettore. E poi: "Noi abbiamo la responsabilità degli spazi pubblici e devo garantirne la fruibilità. Oggi se vogliamo fare un incontro su temi Expo non possiamo, in Statale: il concetto di libertà di espressione è ribaltato".

REAZIONI/ IL QUESTORE - Luigi Savina, questore di Milano, ha plaudito alla decisione. "Nessuno - ha detto - ha chiesto l'autorizzazione. La scelta, sollecitata dallo stesso rettore, è derivata dal fatto che l'università è un luogo di studio e non di rave party (dopo l'assemblea era previsto un rave, n.d.r.). C'è una vecchia cosa che si chiama legalità e rispetto delle regole".

REAZIONI/ PISAPIA - "Ciascuno - ha affermato il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia - ha il diritto e spesso il dovere di esprimere la propria opinione, rispetto chi ha l'idea che Expo sia un grande evento non utile alla comunità. È giusto dare gli spazi per esprimere opinioni anche diverse ma prima di entrate in casa di altri e nella sede di istituzioni, bisogna chiedere il permesso. In questo caso non è stato fatto".

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