Stefano Maullu e il passaggio a Fdi: "Forza Italia non difende più il nostro Paese"

Le ragioni del passaggio dell'eurodeputato

“La difesa dell'identità nazionale e dei bisogni degli Italiani devono essere messi al primo posto, sempre. Forza Italia in Europa, oggi, non lo fa e per questo non poteva più proseguire quel percorso”. Stefano Maullu introduce così, a pochi giorni dall'annuncio in conferenza stampa insieme a Giorgia Meloni con cui ha ufficializzato il proprio passaggio in Fratelli d'Italia, dopo 24 anni in Forza Italia: “Milito nel partito da 24 anni e, soprattutto ultimamente, abbiamo assistito a una preoccupante involuzione. Ha perso la capacità di individuare soluzioni per i cinque milioni di poveri e i troppi disoccupati del nostro Paese, difende un'Unione Europea ormai logora, non ha il coraggio di dire che le sanzioni alla Russia per noi e per le nostre imprese sono sbagliate e controproducenti".

Assessore regionale in Lombardia prima, europarlamentare dal 2015, Stefano Maullu parla in modo molto franco di ciò che non funziona in Forza Italia e non manca una riflessione sulla meritocrazia e sui criteri di scelta dei quadri dirigenti: “Oggettivamente – continua - negli ultimi anni in Forza Italia chi aveva voglia di lavorare e consenso veniva visto come un fastidio e non come una risorsa: tutto il contrario di quel movimento al quale ho aderito da subito e nel quale con la forza del lavoro e dei risultati tutti potevano costruire un percorso politico solido. Non sono cambiato io, è cambiata Forza Italia. E poi la scelta di chi la rappresenta: nulla di personale, Antonio Tajani è una brava persona ma sta in Europa da 30 anni, rappresenta esattamente un pezzo di quella nomenclatura europea che l'Italia oggi non digerisce”. 

La notizia del passaggio di Stefano Maullu in Fratelli d'Italia fa discutere, alla luce del nutrito consenso fatto registrare dall'eurodeputato milanese nelle competizioni elettorali degli ultimi 15 anni, ma è una scelta che lui stesso definisce “non rimandabile”. "I sorrisini sgradevoli della Merkel e di Sarkozy nei confronti del presidente Berlusconi erano stellette al merito, quell'atteggiamento era figlio di una Forza Italia che difendeva gli interessi del Paese, che sapeva dire no a un certo establishement europeo. Ecco, oggi Forza Italia si è allineata con l'asse franco-tedesco che chiede e impone all'Italia un assurdo rigorismo, che dà 6 miliardi di euro a Erdogan per bloccare la rotta balcanica per poi nulla dare o fare nel Mediterraneo, lasciandoci soli di fronte alle migrazioni epocali dal Nord Africa".

"Come si può accettare tutto questo?", prosegue Maullu: "Come si può strizzare l'occhiolino ai burocrati europei che usano lo spread come clava elettorale contro l'Italia? Era lo stesso spread che Forza Italia nel 2011 combatteva, quando a colpi di minacce venne fatto cadere il Governo Berlusconi. Mi chiedo come possa essere cambiata così radicalmente Forza Italia, perché a non sentirsi più rappresentato non sono io bensì milioni di elettori che se ne vanno. Era la Forza Italia in cui Silvio Berlusconi a Pratica di Mare scriveva la storia con USA e Russia, oggi è una Forza Italia che china il capo di fronte a Juncker e Moscovici”. 

Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni e un movimento con una storia ben radicata non sempre semplice da condividere e portare avanti: “Ho aderito a FdI perché a fianco di una storia e di un'identità forte è un partito che guarda al futuro, che vuole crescere per rappresentare quel popolo di centrodestra diffuso che è maggioranza nel Paese ma che oggi non sente di avere una casa politica – spiega Maullu -. Difesa dell'identità italiana, tutela di chi è rimasto indietro e ha sofferto la crisi economica i cui effetti sono ancora devastanti, contrasto all'immigrazione incontrollata, supporto al tessuto economico-produttivo del nostro Paese, rafforzamento del ruolo geopolitico dell'Italia in Europa nel mondo: sono temi basilari che FdI porta avanti con coerenza, nei quali mi ritrovo totalmente. Per questo continuerò a combattere con sempre maggior forza al Parlamento Europeo, dove aderirò all'Ecr, insieme ai conservatori britannici”.

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E il Presidente Silvio Berlusconi? “Con lui non ho avuto modo di confrontarmi direttamente, ma lo farò attraverso una lettera che serve anche a ricordare i tanti momenti passati insieme a persone care a entrambi. Peraltro Berlusconi è stato messo fuori gioco dai poteri forti della finanza e dell'asse franco-tedesco, proprio quello che oggi paradossalmente Forza Italia sostiene".

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