Tabacci e l'Api ormai fuori dal Terzo Polo?

L'assessore al bilancio del comune di Milano è in corsa per le primarie nazionali della coalizione di centro-sinistra. Il Terzo Polo a Milano è ormai morto?

La domanda non è peregrina. La conseguenza della candidatura di Bruno Tabacci (Api) alle primarie del centro-sinistra per scegliere il prossimo candidato premier nazionale è potenzialmente devastante per il Terzo Polo. In questo momento l'Api è ancora saldamente al centro della geografia politica e al senato forma gruppo unitario con Fli (capogruppo Rutelli, leader dell'Api), ma è palese che nel movimento strategico dei partiti prima delle elezioni del 2013, l'Api stia cercando un netto riavvicinamento al Partito democratico.

Certo, contro Bersani e Vendola, Tabacci ha poche speranze. Ma non corre per la vittoria, semmai per il riposizionamento. Pochi compresero, nel 2011, la sua scelta di restare parlamentare dell'Api (Terzo Polo) e contemporaneamente assessore al bilancio nella giunta di Giuliano Pisapia: "a titolo personale", ripeté spesso, anche se da quel momento di fatto l'Api ha agito da partito di maggioranza. Ora il quadro è un po' più chiaro: l'Alleanza per l'Italia ha evidentemente scelto di ricollocarsi nel centro-sinistra, spezzando così il Terzo Polo. A partire dalla città di Milano, ma ormai in tutta Italia.

Terzo Polo che nei giorni scorsi ha avuto anche altre difficoltà: Enrico Marcora (Udc) ha pesantemente criticato la scelta di Manfredi Palmeri (Fli), unico consigliere comunale dello schieramento a Palazzo Marino, di votare a favore della delibera sulle unioni civili. "Tradisce gli elettori", ha tuonato Marcora. Anche se occorrerebbe capire di che elettori si tratta. Forse quelli dell'Ucd, appunto, ma non del Terzo Polo in generale: visto che tra fine giugno e metà luglio Gianfranco Fini, leader di Fli, aveva avuto modo di esprimersi con estrema chiarezza a favore di un riconoscimento giuridico alle unioni di fatto, escludendo soltanto il matrimonio omosessuale. Ed è evidente che l'Api, la terza gamba (finora, almeno) della coalizione, è invece favorevole alle unioni civili.

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Tornando a Palmeri, intanto, nelle scorse settimane - nonostante il voto a favore sulle unioni civili - il suuo partito ha ribadito la linea: opposizione costruttiva alla giunta di Giuliano Pisapia. La cosa non era così scontata, perché nei mesi scorsi proprio dall'Api erano arrivate pesanti critiche alla scelta di fare opposizione alla giunta vista la presenza tra gli assessori di Bruno Tabacci. Ora che quest'ultimo e il suo partito si sono riallineati al centrosinistra, forse la situazione nel Terzo Polo milanese sarà un po' più chiara.

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