Domenica, 16 Maggio 2021
Politica Via Manzoni

"Registro delle prostitute e tassa al 40%": proposta leghista

La prostituzione, però, in Italia è già tassata

Prostituzione e fisco

Tassare le prostitute: la Lega ci riprova e "rilancia" sul progetto di legge regionale già presentato in consiglio. Lo ricorda il vicepresidente dell'aula Fabrizio Cecchetti, secondo cui il provvedimento potrebbe portare 300 milioni nelle casse della regione. Tutto parte dalla notizia secondo cui il Fisco italiano, in Romagna e in particolare a Rimini, ha "setacciato" i conti bancari delle "lucciole".

"Quello che è successo è la prova che la prostituzione è intesa dal fisco come vera e propria attività lavorativa e può essere regolata a patto di predisporre strumenti legislativi e amministrativi che permettano di aprire le partite Iva, scaricare le spese e tenere una contabilità. Come succede del resto già in importanti regioni europee e come vogliamo fare in Lombardia", ha dichiarato Cecchetti.

La proposta di legge prevede tra l'altro il Registro delle prostitute: se ci si iscrive si può accedere a determinati servizi socio-sanitari previsti dallo stesso provvedimento.

E poi le tasse: aliquota del 40% sui proventi percepiti nel corso dell'anno e l'obbligo di tenere un registro sulle quietanze di pagamento, che comunque dovrà garantire l'anonimato del beneficiario della prestazione sessuale. In pratica: la prostituta non sarà anonima (visto il Registro), il cliente sì.

Peccato però che la prostituzione in Italia sia, in realtà, già tassata, come dimostrano varie sentenze della Cassazione, secondo il "principio di generale tassazione delle attività".

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