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In Lombardia da settembre lo sportello (e il telefono) "anti gender"

Servirà, nelle intenzioni, per denunciare i casi di presunta "teoria del gender" nelle scuole. La spesa è di 30 mila euro per un anno

Introdotto in Lombardia il telefono anti-gender

La regione Lombardia aveva promesso che avrebbe istituito lo "sportello anti-gender", e ha mantenuto la promessa: l'assessore alla cultura Cristina Cappellini (Lega Nord) ha annunciato che il numero sarà pronto a partire da settembre, all'inizio del nuovo anno scolastico. Lo sportello, secondo le intenzioni dei promotori, servirà a "fronteggiare forme di disagio nel percorso educativo degli alunni".

L'obiettivo principale è proprio quello di limitare i casi di presunta "ideologia gender" nelle aule scolastiche. Cappellini spiega che gli operatori dello sportello avranno "come stella polare i valori non negoziabili della famiglia naturale e della tutela della libertà educativa in campo alla famiglia stessa".

Lo sportello sarà dotato di un numero di telefono attraverso il quale i genitori lombardi potranno "denunciare" eventuali diffusioni della "teoria gender". Per l'assegnazione del servizio, la regione ha pubblicato un bando vinto, per 30 mila euro per dodici mesi (inizialmente ne erano previsti 50 mila), da una associazione apertamente schierata: Age (Associazione italiana genitori), che figura tra quelle che hanno promosso il Family Day e altre iniziative simili.

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